Costruiamo una discoteca: Beethoven e Brahms i Concerti per violino (Parte II)./ Building a library: Beethoven and Brahms’s violin concertos (Part II).

Brahms e Joachim
Torniamo ai consigli per gli acquisti, per occuparci del Concerto op.77 di Brahms. Prima di cominciare però vorrei darvi alcune note di colore su questo concerto. L’idea originale di Brahms era di strutturare il Concerto in quattro movimenti, con l’inserimento di uno Scherzo, ma in conclusione si decise a sopprimere i due movimenti centrali a favore dell’attuale movimento lento. Lo Scherzo, comunque, è stato riutilizzato come secondo movimento del Concerto n.2 per piano (strutturato come sappiamo in quattro movimenti). L’opera, come già era successo a Beethoven, viene recepita senza troppo favore sia dalla critica che dai solisti coevi. Wieniawski lo considera ineseguibile, mentre de Sarasate lamenta la frustrazione di doversi vedere rubata la scena dal lungo solo dell’oboe nell’Adagio. Piuttosto salace anche Ciaikovsky che riguardo al concerto di Brahms ebbe a scrivere: “Il Concerto per violino di Brahms mi è piaciuto poco, come tutto il resto che ha scritto. È certamente un grande musicista, persino un maestro, ma possiede più tecnica che ispirazione. Molte cose erano una sorta di preparazione a qualcosa, allusioni a qualcosa che doveva comparire, ma niente di tutto ciò è emerso, a parte la noia. La sua musica non è riscaldata da un sentimento sincero, in essa non c’è poesia, ma soltanto grandi pretese di profondità. D’altra parte, in questa profondità non c’è nulla, tranne il vuoto”. Fantastico, vero! Per contro si potrebbe ricordare che il critico di origine boema Eduard Hanslick, grande sostenitore di Brahms, il giorno successivo alla prima esecuzione assoluta viennese del Concerto op.35 definì il lavoro lungo e pretenzioso, dove il violino viene picchiato a morte e non suonato e l’ascoltatore viene messo davanti all’idea rivoltante di una musica che puzzi all’orecchio!

Ciaikovsky
Let’s go back to the tips for shopping to deal with Brahms’s Concerto op.77. Before beginning, however, let me give you a few hints of color on this concert. Brahms original idea was to structure the Concerto in four movements, with the inclusion of a Scherzo, but in the end it was decided to delete the two central movements in favor of the actual slow movement. The Scherzo, however, was reused as the second movement of the Concerto No. 2 for piano (as we know structured in four movements). The work, as had happened to Beethoven’s one, was received without too much favor from critics and contemporaries soloists. Wieniawski considers it impracticable, while Sarasate complains about the frustration of having to see the scene stolen from the oboe solo in the Adagio. Also Tchaikovsky was rather salacious about this Concert: ” I liked the Violin Concerto of Brahms a little, like everything else he has written. It is certainly a great musician, even a maestro, but has more technical skills than inspiration. Many things were a kind of allusions in preparation for something that was to appear, but none of this has emerged, apart from boredom. His music is not heated by a sincere feeling, there is no poetry in it, but only great pretensions of depth. On the other hand, in this depth there is nothing except the empty “. Pretty cool, huh! On the other hand you might remember that the critic Eduard Hanslick a great supporter of Brahms, the day after the Viennese premiere of the Concerto op.35 called it a work long and pretentious, where the violin is not played but beaten to death and the listener is put face to face with the revolting idea of a music that stinks to the ear!

Rachel Barton Pine, Carlos Kalmar, Chicago Symphony Orchestra (Cedille)
Giovedì l’ho scordata, oggi per stare tranquillo la cito per prima. A differenza di altre soliste Barton Pine caratterizza la sua interpretazione con una femminilità esplicita, una morbidezza sensuale e insinuante che sono piuttosto rare da ascoltare in questo Concerto.
Thursday, I forgot her, today I quote first to apologize. Unlike other female soloists Barton Pine characterizes her interpretation with an explicit femininity, a softness sensual and insinuating that are quite rare to hear in this concert.

Adolf Busch, Hans Munch, Basel SO (Music&Arts)
E’ una registrazione oggi piuttosto rara e di mediocre qualità sonora, ma permette di ascoltare il più importante dei violinisti tedeschi del secolo scorso alle prese con questo capolavoro. La tecnica di Busch è in declino, ma l’idea di un Brahms estremamente volitivo e assai poco pensoso vale lo sforzo dell’ascolto.
Today it ‘s a quite rare record to find with a mediocre sound quality but allow you to listen the most important German violinists of the last century struggling with this masterpiece. The technique of Busch is in decline, but the idea of a Brahms extremely strong-willed and very little pensive worth the effort of listening.

Yehudi Menuhin, Wilhelm Furtwängler, Luzerne Festival Orchester (Naxos)
Yehudi Menuhin, Ataulfo Argenta, Orchestra Nazionale di Spagna (RTVE)
Col senno di poi la visione epica e solenne di Furtwängler schiaccia un po’ il violinismo larmoyante di Menuhin. La maggior consistenza della scrittura brahmsiana sbilancia troppo l’equilibrio solista orchestra rispetto al risultato ottenuto dagli stessi interpreti in Beethoven. Piuttosto che rivolgersi alla successiva registrazione di Menuhin in studio con Kempe, però, suggerirei di andare a caccia del live 1956 registrato in Spagna con Ataulfo Argenta. Pur essendo di formazione mitteleuropea Argenta mantiene caratteristiche di canto molto mediterranee e la maggior snellezza timbrica (l’orchestra è un po’ al limite!) permette a Menuhin di svettare con una lettura nervosa e vibrante, non molto lontana dal Busch appena citato.
In hindsight, Furtwängler’s epic and solemn vision crushes a little Menuhin’s larmoyante violin playing. The greater consistency of Brahms scoring unbalanced the relationship between orchestra and soloist confronted to the result obtained by the same performers in Beethoven op.61. However rather than turn to Menuhin’s next studio recording with Kempe, I would suggest going to hunt the live recording from 1956 with Ataulfo Argenta. Despite his German training Argenta maintains very Mediterranean characteristics of singing that coupled with a most streamlined timbre (the orchestra is a bit ‘to the limit!) allows Menuhin to soar with a nervous and vibrant reading, not too far from the Busch one I just mentioned.

David Oistrakh, Otto Klemperer, Philharmonia Orchestra, (EMI)
David Oistrakh, George Szell, Cleveland Orchestra (EMI)
La seconda è la versione più nota e accreditata del Concerto op.77 lasciataci da babbo David. Il suono caldo e serico di Oistrakh sembra danzare sull’orchestra luminosa e affilata di Szell, ma personalmente preferisco il contrasto più spiccato della registrazione più anziana con Klemperer. Qui lo scabro paesaggio orchestrale klempereriano rende ancora più luminoso e splendente il sole Oistrakh.
The second is the best-known and credited version of the Concerto op.77 let to us by my babbo David. Oistrakh’s warm and silky tone seems to dance on Szell’s bright and sharp orchestra, but personally I prefer the more pronounced contrast in the older recording with Klemperer. Here Klemperer’s rough orchestral landscape makes Oistrakh’s sun even more bright and shining.

Henryk Szeryng, Pierre Monteux, London Symphony Orchestra (JVC)
Senza personalità come dicono in molti? Può darsi, ma questo Brahms (come del resto anche il Bach di Szeryng) suona come un libro stampato! Secondo me questa è l’edizione ideale su cui imparare ad ascoltare questo concerto.
Without personality as many say? Maybe, but this Brahms (as Szeryng’s Bach) sounds like a printed book! In my opinion this is the edition on which a beginners should learn to listen to this concert.

Itzhak Perlman, Carlo Maria Giulini, Chicago Symphony Orchestra (EMI)
Il violino estroverso di Perlman sull’orchestra nobile di Giulini per un’esecuzione particolarmente equilibrata. Giulini garantisce a Perlman la profondità di visione, mentre il solista screzia con il suo canto espansivo la serietà del direttore.
Perlman’s expansive violin stay beside Giulini’s noble orchestra in a particularly well-balanced performance. Giulini warrant to Perlman the depth of vision, while the soloist dappled with its expansive singing the seriousness of the Director.

Anne Sophie Mutter, Herbert von Karajan, Berliner Philharmoniker (DGG)
Anne Sophie Mutter, Kurt Masur, New York Philharmonic (DGG)

Il vecchio Karajan e la giovane Mutter per un’edizione che fa della coesione interpretativa tra solista e direttore il suo punto di forza. Mutter suona come se fosse un’emanazione solistica del direttore, abdicando in partenza a una visione deuteragonistica del rapporto con l’orchestra, trasformando il lavoro in una sorta di sinfonia concertante. Nel 1997 lasciata a se stessa accompagnata da Masur la sua lettura si frammenta in una serie di impressioni troppo disarticolate tra loro per avere un senso compiuto.
The old Karajan and the young Mutter for a recording that makes the interpretive cohesion between soloist and director its most valuable strength point. Mutter plays as if she is a solo emanation of the conductor, abdicating a priori to a most challenging vision of the relationship with the orchestra, turning the work into a kind of sinfonia concertante. In 1997, left to herself, with Masur accompaniment, her reading is fragmented into a series of impressions too disjointed with each other to make perfect sense.

Daishin Kashimoto, Myung-Whun Chung, Dresden Staatskapelle (Sony)
Una delle spalle dei Berliner in una registrazione dal vivo comprensibilmente (ma anche colpevolmente) mai distribuita in Italia! Pregi: una visione di grande musicalità espressiva con una Staatskapelle Dresden meravigliosa (l’ho mai detto che è la mia orchestra preferita?), sostenuta da una registrazione stupenda. Difetti? Forse una leggera vena di sentimentalismo: ma riesco ad accorgermene solo a posteriori perché mentre ascolto questo disco riesco solo a godere… tanto!
One of the soloist of the Berliner in a live recording understandably (but also shamefully) never distributed in Italy! Advantages: a vision of great musicality expressiveness with a wonderful Staatskapelle Dresden (I never said that it is my favorite orchestra?), supported by a superb recording. Defects? Perhaps a slight vein of sentimentality, but I can only realizing in retrospect because while listening to this disc I can only enjoy … very much!

Arabella Steinbacher, Fabio Luisi, Wiener Symphoniker (Orfeo)
La bellissima violinista tedesca in una registrazione dal vivo realizzata nel 2007 a Vienna. Volitiva e appassionata come sempre Steinbacher riesce a trascinare un direttore sempre corretto ma non altrettanto emozionante come Luisi (come dimostra la Quarta di Schumann che completa il disco).
The beautiful German violinist in a live recording made in 2007 in Vienna. Strong-willed and passionate as ever Steinbacher can drag to life a conductor always correct but not very exciting as Luisi (as evidenced by the Fourth Symphony by Schumann which completes the disc).
RC

4 risposte a “Costruiamo una discoteca: Beethoven e Brahms i Concerti per violino (Parte II)./ Building a library: Beethoven and Brahms’s violin concertos (Part II).

  1. Io qui sosto ed ascolto tutto, nota per nota!
    Poi lascerò qualche mia sensazione!
    Grazie!:-)
    gb

  2. Gentilmente, un veloce parere su Janine Jansen (la mia violinista preferita e non perchè figlia dell’organista del Duomo di Utrecht, come dicono i maligni…) impegnata qui con Paavo Järvi. Lo splendido video intero su Vimeo è purtroppo scomparso. Grazie.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...