Andare più a fondo grazie al sub(woofer). Go deeper thanks to the sub(woofer).

Riguardo all’inserimento di un subwoofer negli impianti audio ci sono teorie contrastanti. Personalmente sono un fautore quando si parli di inserire un subwoofer attivo che attua il taglio delle frequenze in un sistema che utilizzi diffusori acustici da scaffale che per ovvie ragioni tecniche non possono raggiungere profondità inferiori ai 40 – 50 Hz. I problemi legati all’inserimento di codesto attrezzo consistono nel suo posizionamento nell’ambiente e nella taratura del taglio delle frequenze e del suo volume. Naturalmente sto parlando di un utilizzo legato alla riproduzione audio e non a un utilizzo legato alla riproduzione degli effetti sonori cinematografici che pone una serie di problematiche completamente diverse.
Cominciamo a definire quali vantaggi apporta un subwoofer correttamente inserito e impostato nella nostra catena d’ascolto. Innanzitutto la riproduzione di frequenze che altrimenti non verrebbero riprodotte. Chiederete voi: ma che importanza ha se il brano che sto ascoltando non scende così in basso? Risposta: quando generiamo un suono, creiamo insieme a questo una serie di armoniche (suoni “inudibili” da questo derivanti) che costituiscono parte della qualità di quest’ultimo. Queste armoniche sono in maniera preponderante superiori, ma anche inferiori e comunque parte del riverbero d’ambiente della registrazione è costituito da armoniche gravi che rendono “gravoso” il lavoro dei woofer inseriti nei diffusori. Quando noi togliamo ai nostri diffusori la fatica dei bassi profondi otterremo in maniera automatica un suono più pulito e trasparente, una maggior prontezza di risposta nei transienti e una miglior definizione del palcoscenico sonoro.

About the inclusion of a subwoofer in an audio systems there are conflicting theories. Personally I strongly support the use of a powered subwoofer that implements a bookshelf speakers system through the cutting of frequencies which for obvious technical reasons can not reach depths less than 40 – 50 Hz. Problems involved in the inclusion of this kind of tool consist in its placement in the listening room and in the calibration of the cut of the frequencies and volume. Of course I’m talking about a use related to audio playback and not a use related to the reproduction of film sound effects that raises a number of completely different issues.
Let’s start defining what advantages bring a subwoofer correctly inserted and set in our listening chain. First, the reproduction of frequencies that otherwise would not be reproduced. You may ask: but what does it matter if the music I am listening does not descend so low? Answer: when we create a tone, we create along with this a series of harmonics (“inaudible” sounds arising from this) that form part of the quality of the original sound. These harmonics are predominantly higher but part of the reverb of the recording ambience is made up of lower harmonics that make serious “burdensome” to the work of the woofers inserted into the speakers. When we remove from our speakers the deep bass reproduction fatigue automatically we get a cleaner and transparent sound, a greater responsiveness in transient and a better definition of the soundstage.

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Cominciamo dalla disposizione. Non date retta a quelli che dicono che il “sub” può essere messo ovunque perché la propagazione delle onde sonore più gravi non è direzionale e quindi la fonte del segnale sonoro non è distinguibile. Ciò non è vero soprattutto se seguite quelle istruzioni che consigliano di mettere il sub accanto al posto d’ascolto (perché non sedersi addirittura sopra, dico io, l’effetto fisico ne verrà sicuramente amplificato!). Ne ho già parlato altrove un suono di 20 Hz necessità di 17 metri per formarsi compiutamente. Se siete seduti accanto alla fonte sonora percepirete solo del rumore strano di provenienza ben definibile… un effetto che definirei poco audiofilo. Il miglior posizionamento del subwoofer per uso “musicale” è quindi di fronte a voi all’interno o appena all’esterno del rettangolo costituito dalle due casse con il pavimento. Nell’area di destra o di sinistra è relativamente importante a meno che non ci siano delle limitazioni dovute a motivi di rifrazione (sarebbe meglio evitare di mettere un sub in castigo nell’angolo, perché per ritorsione emetterà bassi ingrossati e fuori controllo!). Personalmente preferisco posizionarlo a destra perché la disposizione orchestrale prevede la presenza dei contrabbassi a destra e poi perché a sinistra non ci starebbe causa divano. Come da immagine il mio è posizionato all’interno dell’area diffusori, metterlo all’esterno garantirebbe probabilmente un’apertura del palcoscenico sonoro, ma la presenza di un mobile non permette. Comunque tenete presente che è auspicabile una certa prossimità con i diffusori per garantire una migliore integrazione del sub nel suono dell’impianto.

Let’s start from the arrangement in the listening room. Do not listen to those who say that the “sub” can be put anywhere because the propagation of the lowest sound waves is non-directional and therefore the source of the sound signal is indistinguishable. This is especially true if you follow those instructions that recommend placing the sub next to the listening position (why not sit even above, I say, the physical effect it will surely be amplified!). I have already spoken elsewhere that a sound wave of a 20Hz tone need 17 meters to form completely. If you are sitting next to the sound source you’ll perceive only a strange noise coming from a well-defined source … I would call this a Lo-Fi effect. The best placement of the subwoofer for “music” use, then, is in front of you inside or just outside the rectangle formed by the two speakers on the floor. Right or left side, is relatively less important except if there are some limitations due to refractive reasons (it would be better not to put a sub in a corner detention, because in retaliation it’ll perform swollen and out of control bass!). Personally I prefer to place it on the right because the orchestral provision requires the presence of the basses on the right and moreover because left side it would not fit because I had the couch. The image shows that my sub is positioned within the speaker, put it outside probably would ensure an opening of the soundstage, but the presence of a piece of furniture does not allow the arrangement. However, keep in mind that it is desirable to have a certain proximity with the speakers to ensure a better integration of the sub in the sound system.

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Eccoci alla parte difficile! Regolare il taglio delle frequenze e il volume del sub è operazione che va fatta con calma e coscienza. Come potete vedere dall’immagine (cliccate sopra per ingrandirla) i cursori posteriori del mio Mirage permettono di regolare il taglio tra i 50 e i 150 Hz. In linea teorica più alto il taglio delle frequenze e più le casse lavorano con facilità, ma d’altro canto salendo oltre i 90 Hz si approda in una zona di frequenze che si possono definire medio-basse creando problemi di individuazione della fonte sonora e di amalgama tra diffusori e sub soprattutto quando ci sono strumenti che passano dagli uni all’altro o viceversa. In linea di principio la scelta migliore è quella di tagliare una ventina di Hz sopra il limite inferiore dei diffusori in un modo da coprire il punto di decadimento di resa degli stessi. Per quanto riguarda il volume la scelta è ovviamente legata al gusto individuale, ma dovrebbe essere sempre improntata a una certa timidezza (come i bambini il sub si dovrebbe vedere, ma non sentire!). E’ un contenzioso aperto con il mio amico Costa: lui è abituato alle sue casse da pavimento a cinque vie Linn e alla loro linearità e omogeneità di risposta. Ma integrare un sub e due diffusori non è la stessa cosa e nel dubbio meglio tenersi lontano da eventuali effetti terremoto. Come potete vedere dall’immagine il livello del volume è ampiamente sotto della metà scala: in linea di principio più o meno allo stesso livello utilizzato mediamente per il pre-amplificatore. Tenete presente che i sub generalmente effettuano il taglio delle frequenze sulla linea di potenza e quindi (una volta settato il volume sul sub), il variare del volume del pre-amplificatore varierà di conseguenza anche il volume del subwoofer.

And now to the difficult part! Adjust the cutoff frequency and the volume of the sub is an operation that should be done calmly and consciousness. As you can see from the picture (click on it to enlarge) the rear slider of my Mirage allow me to adjust the cutoff between 50 and 150 Hz. In theory, the higher the cutoff frequency is set the speakers will work with more ease, but on the other hand rising the cutoff above 90 Hz, reach an area of frequencies that can be defined medium-low, creating problems for the identification of the sound source and the blends between speakers and sub, especially when there are instrument tone passing from one to the others or vice versa. In principle, the best choice is to cut 20Hz above the lower limit of the speakers in a way to cover the point of rendering decay of the speakers. As for the volume, the choice is obviously linked to individual taste, but it should always be marked by a certain timidity (as the kids: you should see the sub, but not to hear!). It’s a dispute with my friend Costa: he is accustomed to his five-way floor-standing Linn speakers and their linearity and uniformity of response. But integrate a sub and two speakers is not the same thing and in doubt better to keep away from any earthquake effects. As you can see from the volume level is well below half scale, in principle, more or less at the same level used as an average for the pre-amplifier. Keep in mind that the sub generally perform the cutting of the frequencies on the power line, and once settled the sub volume the variation of the volume of the pre-amplifier will varies accordingly also the volume of the subwoofer.

Qui di seguito una traccia audio particolarmente riuscita nella riproduzione delle frequenze gravi.
La Terza Sinfonia di Saint Säens registrata per EMI da Georges Pretre.
Below an audio track particularly successful in the reproduction of low frequencies.
Saint Säens’s Third Symhpony recorded for EMI by Georges Pretre.

RC

5 risposte a “Andare più a fondo grazie al sub(woofer). Go deeper thanks to the sub(woofer).

  1. Gradite ancora qualche altra notizia sul 32′ dell’organo ? L’estensione di questo registro di Pedale è Do-1 / Fa-3 (16-87 Hz), che sarebbe un subwoofer leggendario… Mano a mano che si sale in frequenza l’effetto acustico diventa naturalmente più facilmente avvertibile. Con canne aperte, tappate o ad ancia è sempre ingombrante e costosissimo; pertanto è riservato ai soli grandi strumenti. Il suo sostegno alla gamma di armonici acuti dell’organo (pure loro ai limiti dell’udibilità) è però principesco.

  2. Per andare ancora più…a fondo (in natura) provare per credere il Do-1 di una canna d’organo di 32′ (lunga una decina di metri) che emette una frequenza di 16 Hertz ! Per averne sentore bisogna naturalmente andare in fondo alla chiesa… Nei grandi organi del Nord (Haarlem o Amburgo per esempio) dette canne si trovano nelle “torri di pedale” ai lati dell’organista che non ne può avvertire il suono, ma deve credere loro in fiducia. Però la profondità (non la potenza) dei loro interventi è indescrivibile.

    • 16Hz dovrebbe essere il limite dell’orecchio umano! E’ addirittura possibile che, anche alla giusta distanza, per qualcuno più che di suono vero e proprio si debba parlare di sensazione sonora dovuta alla pressione dell’aria. Fantastico!

  3. Tutto perfetto ma una tacca di volume in più ti darebbe quella sensazione tipica dei bassi; che devono e vogliono essere percepiti a livello fisico oltre che uditivo non dico che devono scaraventarti, come alcuni sostengono, contro il muro, ma sicuramente devono farti vibrare lo stomaco, con grande godimento, sostengo io.

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