Interpreti da scoprire: Evgeny Mravinsky, lo zar di Leningrado (Parte II)./ Discovering a conductor: Evgeny Mravinsky, Tsar of Leningrad (Part II).

Per i lettori più giovani che non conoscono la tradizione direttoriale russa dagli anni ’30 in poi sarà più difficile comprendere la peculiarità di Mravinsky in questo panorama dominato da figure generalmente piuttosto sopra le righe dal punto di vista dell’approccio interpretativo come Nikolai Golovanov, Alexander Gauk o Samuil Samosud. Se il primo è un interprete immaginativo, ma talvolta completamente a ruota libera (come l’ascolto della Prima di Beethoven qui di seguito può confermare) e l’ultimo è soprattutto un direttore d’opera, Alexander Gauk (di cui Marvinsky è allievo diretto) possiede doti di equilibrio maggiori ed è un magnifico accompagnatore di solisti come si può desumere dal magnifico Concerto di Ciaikovski con uno strepitoso Lev Oborin di cui ho aggiunto il link qui di seguito.

Younger readers who does not know Russian conducting tradition from the 30s onwards will be more difficult to understand the peculiarities of Mravinsky in a landscape dominated by figures generally quite over the top from the point of view of the interpretative approach as Nikolai Golovanov, Alexander Gauk or Samuil Samosud. If the first is an imaginative interpreter, but sometimes completely free wheel (listening to Beethoven’s First posted below can confirm this statement) and the last is an especially opera director, Alexander Gauk (which Marvinsky is a direct student) possesses more balanced qualities and is a magnificent accompanist for soloists as can be heard from the magnificent Tchaikovsky’s Concerto with a resounding Lev Oborin (the bottom link below).

Rispetto a tutti loro Mravinsky ha un approccio più attento alla struttura formale della composizione, è estremamente analitico per quanto riguarda la resa dei dettagli agogici e dinamici della partitura, ed è scarsamente incline a sovracaricare in maniera espressiva la musica che interpreta. Questo fa di lui un interprete quasi ideale del classicismo viennese (Mozart e Beethoven in particolare), ma anche del tardo-romanticismo brahmsiano e addirittura di Richard Strauss. Come abbiamo potuto vedere dalla meticolosità delle sue prove la Filarmonica di Leningrado durante il suo regno è una compagine impressionante per il virtuosismo e la compattezza degli archi (ascoltate l’ultimo movimento della Quarta di Beethoven qui di seguito come esempio): una caratteristica che bilancia la ben nota peculiarità d’emissione degli ottoni russi caratterizzata da un vibrato piuttosto consistente e da una qualità timbrica piuttosto acida.

Compared to all of them Mravinsky has a more careful approach to the formal structure of the composition, it is extremely analytical in the rendering of dynamic and agogic detail of the score, and it is scarcely inclined to overloading the expression in the music he plays. This makes him an almost ideal interpreter of the Classical Viennese period (Mozart and Beethoven in particular), but also of the late-romanticism of Brahms and even Richard Strauss. As we learned seeing his meticulousness in the rehearsal, the Leningrad Philharmonic during his reign is an impressive team for the virtuosity and the compactness of the strings (listen to the last movement of Beethoven’s Fourth below as an example): a feature that balances the well-known peculiarities of Russians brass sound, characterized by a rather substantial vibrato and a tone quality rather sour.

Altro merito importante di Mravinsky è sempre stato quello di circondarsi di assistenti e allievi di grande talento. Tra i nomi più noti Kurt Sanderling e Arvid Jansons negli anni ’50 e in periodo più prossimo a noi Yuri Temirkanov, Valery Gergiev e Mariss Jansons (figlio di Arvid). Tra tutti loro Mariss Jansons è sicuramente l’erede più vicino per molti aspetti al dettato mravinskiano, mentre Temirkanov (suo erede a capo della Filarmonica di S. Pietroburgo) ha caratteristiche di colore e impasto del suono orchestrale più iridescenti rispetto a Mravinsky. Gergiev è invece l’interprete che tra tutti si allontana maggiormente dall’originale per forza di una personalità musicale talvolta eccessiva che rimanda più ai citati Golovanov, Gauk e Anosov e ai loro eredi Evgeny Svetlanov e Gennady Rozhdestvensky.

Mravinsky has another important merit: th habit to surround himrself with assistants and pupils of great talent. Among the best-known names: Kurt Sanderling and Arvid Jansons in the 50s and in the most recent period Yuri Temirkanov, Valery Gergiev, Mariss Jansons (son of Arvid). Among all of them Mariss Jansons is definitely the closer heir in many respects to Mravinsky style, while Temirkanov (Mravinsky successor as head of the St. Petersburg Philharmonic) has characteristics of orchestral sound color and balance more iridescent than Mravinsky. Gergiev, instead, is the interpreter among them that deviates the most from the original due to a strength musical personality that sometimes appears to refers to the aforementioned Golovanov, Gauk and Anosov and their heirs Evgeny Svetlanov and Gennady Rozhdestvensky.

Naturalmente, come in tutti matrimoni tra direttore e orchestra di lunga durata, gli ultimi anni di Mravinsky e della Filarmonica di Leningrado sono stati contraddistinti dall’insofferenza degli orchestrali (in particolare da parte delle generazioni più giovani) rispetto all’atteggiamento e al modo di lavoro del vecchio monarca. Vero è anche che, nonostante il talento di Temirkanov l’orchestra Filarmonica di S. Pietroburgo attuale ha indubitabilmente perso parte della sua personalità sonora.

Of course, like in all long term marriages between conductor and orchestra, the last years of Mravinsky and the Leningrad Philharmonic were marked by the impatience of the orchestra (particularly form the younger generation members) against the attitude and way of work of the old monarch. It is also true that, despite the talent of Yuri Temirkanov the actual Philharmonic Orchestra of St.Petersburg has undoubtedly lost some of its sound personality.RC

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