Interpreti da scoprire: Evgeny Mravinsky, lo zar di Leningrado (Parte I)./ Discovering a conductor: Evgeny Mravinsky, Tsar of Leningrad (Part I).


Il più grande direttore russo della sua generazione, Evgeny Mravinsky, nasce a S. Pietroburgo nel 1903 in una famiglia aristocratica attiva nel campo musicale. Sua zia Evgeniya Mravina è un soprano presso il Teatro Mariinsky: amata da Ciaikovsky per la sua interpretazione di Tatiana (Evgeny Onegin) e pare anche, per altri motivi, dallo Zar. La rivoluzione del 1917 e l’ascesa al potere del Partito Comunista rappresentano un momento difficile per la famiglia di Mravinsky e per il giovane Evgeny stesso cui viene negato il diritto di studio. Solo l’intercessione personale della zia Evgeniya gli garantisce la possibilità di cominciare gli studi con il compositore Alexander Glazunov. Dopo l’ammorbidimento delle restrizioni, di diventare allievo della classe di Scherbakov (per composizione) e di Alexander Gauk (per la direzione d’orchestra) presso il Conservatorio di S. Pietroburgo. Nel 1931 dopo il diploma diventa assistente direttore al Teatro d’opera e balletto di Leningrado (già Mariinsky e successivamente Teatro Kirov) diventandone direttore principale dall’anno successivo. Il 1937 segna una svolta nella sua carriera direttoriale: accetta di dirigere la prima esecuzione assoluta della Quinta Sinfonia di Shostakovich (la cui Quarta era appena stata ritirata in quanto musica borghese degenerata). Il successo riporta in auge il compositore e apre all’interprete le porte dell’Orchestra Filarmonica di Leningrado di cui sarà padre e padrone fino alla morte nel 1988.

The greatest Russian conductor of his generation, Evgeny Mravinsky, was born in St. Petersburg in 1903 into an aristocratic family active in the field of music. His aunt Evgeniya Mravina is a soprano at the Mariinsky Theatre: loved by Tchaikovsky for his portrayal of Tatiana (Evgeny Onegin), and apparently by the Tsar, of course for other reasons,. 1917’s revolution and the rise to power of the Communist Party are a difficult time for the Mravinsky’s family and for the young Evgeny who is denied the right to study. Only the intercession of her aunt Evgeniya gives him the opportunity to begin his study with composer Alexander Glazunov. After the loosening of restrictions, he become a student of Scherbakov’s class (for composition) and Alexander Gauk’s (for conducting) at the Conservatory of S. Petersburg. In 1931, after graduation he became an assistant director at the Leningrad Opera and Ballet Theatre (formerly Mariinsky Theatre and later Kirov Theatre) and upgrading to the post of principal conductor the following year. 1937 marks a turning point in his career as a conductor: he accept to direct the world premiere of Shostakovich’s Fifth Symphony (the Fourth had just been withdrawn, because degenerate and bourgeois music). Success brings back the composer and opens the gates of Leningrad Philharmonic Orchestra to the interpreter which will be his reign until his death in 1988.

Il suo rapporto con il compositore resterà molto stretto fino al 1962, quando il suo rifiuto di portare in prima esecuzione assoluta la Sinfonia n.13 Babi Yar (secondo Shostakovich per paura delle polemiche causate dal testo poetico di Evtushenko) porta alla fine dell’amicizia. Nonostante l’acrimonia sviluppata in seguito da Shostakovich nei suoi confronti le sue interpretazioni shostakoviciane tramandateci sono e restano un punto di riferimento assoluto nella discografia, così come le ultime tre sinfonie di Ciaikovsky registrate in Inghilterra per DGG. A questo riguardo in un’intervista Herbert von Karajan ricordava di aver conosciuto lo stile di Mravinsky a Vienna dopo una visita della Filarmonica di Leningrado (durante la quale vennero registrate per DGG le ultime sinfonie di Ciaikovsky in mono da Mravinsky e Sanderling), quando i Wiener gli fecero sentire una sua registrazione. Nella stessa intervista Karajan affermava anche di avere un interesse nella Sesta Sinfonia di Shostakovich, ma di aver deciso di non registrarla dopo aver ascoltato la versione di Mravinsky: secondo lui talmente perfetta da non ammettere possibilità di replica.

His relationship with the composer will remain very close until 1962, when Mravinsky’s refusal to take charge of the first performance of the Symphony n.13 Babi Yar (according to Shostakovich to avoid the controversy caused by the poetry of Yevtushenko), leads to the breakup of their friendship. Despite the subsequenty acrimony of Shostakovich against him, Mravinsky’s Shostakovich interpretations remains an absolute reference point in the discography, as well as the last three symphonies of Tchaikovsky recorded in England for DGG. In this regard, Herbert von Karajan remembered in an interview the encounter with Mravinsky’s Tchaikovsky. It was in Vienna after the Leningrad Philharmonic visit (during which were recorded for DGG the last symphonies of Tchaikovsky in mono by Mravinsky and Sanderling), when the Wiener suggest him to listen a recording. In the same interview Karajan also alleged to have an interest in performing and recording the Sixth Symphony by Shostakovich, but he had decided not to did it after listening to Mravinsky’s account: according to him so perfect to not admit other point of views.

L’attività in studio di registrazione di Mravinsky copre un periodo che va dal 1938 al 1961 (le Sinfonie di Ciaikovsky stereofoniche registrate a Londra) dopo questa data il carattere severo dell’uomo, la sua visione musicale fortemente etica e l’inesausto perfezionismo lo spingeranno a evitare lo studio di registrazione. Il suo lascito discografico è garantito da una serie di registrazioni dal vivo straordinarie, frutto di un profondo studio del panorama storico e culturale del compositore, un lavoro maniacale di analisi della partitura e prove di una meticolosità impressionante. Molti appassionati individuano negli urlatori (come li definiva Isaac Stern) i più intransigenti e temibili direttori d’orchestra della storia. Personalmente ho sempre pensato che le figure più impressionanti in quest’ambito siano i sussurratori: direttori capaci di gelare un’orchestra senza dover mai alzare la voce. Personaggi temuti e un po’ odiati come Fritz Reiner e, appunto, Mravinsky. Gli estratti video dalle sue prove sono impressionanti da questo punto di vista. Il modo come il suono dell’orchestra “collassa” letteralmente tutte le volte che Mravinsky smette di dirigere per esprimere un appunto è sintomo di un livello di concentrazione quasi parossistico da parte degli orchestrali. La sua maschera immobile quasi priva di espressione, il suo gesto parco ed essenziale, i suoi occhi ad anticipare l’entrata delle sezioni mi fanno stupire della capacità dell’orchestra di emettere anche un singolo suono.

Mravinsky’s activity in the recording studio covers a period from 1938 to 1961 (Tchaikovsky’s symphonies stereo recording in London) after this date, the severe nature of the man, his strongly ethical musical vision and tireless perfectionism push him to avoid the recording studio. His legacy is ensured by a series of extraordinary live recordings: result of a deep study of the historical and cultural environment of the composer, a manic score analysis and a meticulous and impressive rehearsal work. Many enthusiasts identify the screamers (as Isaac Stern called them) as the most intransigent and fearsome conductors of the story. Personally I have always thought that the most impressive figures in this field are the whisperers: conductors able to freeze an orchestra without ever having to raise their voice. Characters feared and a little ‘hated as Fritz Reiner and, indeed, Mravinsky. The video excerpts from hisrehearsal are impressive from this point of view. The way how the sound of the orchestra “collapses” literally all times that Mravinsky stops directing to express a note is a symptom of a level of concentration almost paroxysmal by members of the orchestra. When I see his still mask almost devoid of expression, his spare and essential gesture and his staring eyes that anticipate the entry of the orchestral sections I ask myself how it’s possible that they were able to emit a single sound.

Appuntamento a domani per approfondire il suo stile e il suo repertorio.
Tomorrow we’ll go deepen in his style and his repertoire.
RC

2 risposte a “Interpreti da scoprire: Evgeny Mravinsky, lo zar di Leningrado (Parte I)./ Discovering a conductor: Evgeny Mravinsky, Tsar of Leningrad (Part I).

  1. il binomio shostakovich – mravinsky è impressionante e imprescindibile. la leggerò con interesse. saluti.

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