Costruiamo una discoteca: le Variazioni Goldberg di Bach (Parte I)/ Building a library: Bach’s Goldberg Variations (Part I).

Bach
Domenica serata casalinga tra amici. Presenti: mia moglie, Costa, Alma, Schoeps, PM e sua moglie. Le nostre serate come potete immaginare sono all’insegna dell’ascoltare dischi che verranno simpaticamente stroncati dagli amici! Verso le undici e mezzo il Costa dice: “Metti su delle Goldberg che sono un paio di giorni che ho voglia di sentirle”. La scelta è caduta su una registrazione non molto diffusa ed estremamente caratterizzata dal punto di vista interpretativo che ha suscitato l’approvazione collettiva. L’idea odierna è quindi di offrire qualche suggerimento discografico per neofiti che vogliono conoscere questo capolavoro bachiano.
Sunday: evening at home among friends. Guests: my wife, Costa, Alma, Schoeps, PM and his wife. Our evenings as you can imagine are dedicated to play music which will nicely cut off from friends! At 23:30 Costa says, “Put on the Goldberg Variations that are a few days that I want to hear them.” The choice fell on a recording that is not very widespread and extremely characterized from the point of view of interpretation which has aroused the collective approval. Therefore, today idea is to offer some listening suggestions for newbies who want to know this Bach’s masterpiece.

bachgoldberg
La “Pratica per strumenti a tastiera, che consiste in un’ARIA con diverse variazioni per clavicembalo con due manuali. Composta per gli intenditori, per il ristoro del loro spirito, da Johann Sebastian Bach, compositore della corte reale di Polonia e della corte elettorale della Sassonia, Maestro di Cappella e Direttore del Coro musicale di Lipsia. Norimberga, Balthasar Schmid, editore” viene composta da Bach nel 1741 e pubblicata nel 1742. Secondo la leggenda vennero commissionate a Bach dal conte von Keyserling per essere suonate dal giovane allievo di Bach, Johann Gottlieb Goldberg, durante le sue notti d’insonnia. Non esiste però una conferma storica di questa storia e la prima pubblicazione appena citata non porta traccia di alcuna dedica.
The “Keyboard exercise, consisting of an ARIA with diverse variations for harpsichord with two manuals. Composed for connoisseurs, for the refreshment of their spirits, by Johann Sebastian Bach, composer for the royal court of Poland and the Electoral court of Saxony, Kapellmeister and Director of Choral Music in Leipzig. Nuremberg, Balthasar Schmid, publisher”, is composed by Bach in 1741 and published in 1742. According to legend, were commissioned to Bach by Count von Keyserling to be played by the young pupil of Bach, Johann Gottlieb Goldberg, during the Count sleepless nights. However, there isn’t a historical confirmation of this story and the first publication just cited does not bear any trace of dedication.

Giovanni Sebastiano non ha mai praticato estensivamente l’arte della Variazione (almeno in confronto con l’arte della Fuga), ma quando lo fa esprime lo stesso genio musicale.
Come espresso dal titolo Le Variazioni Goldberg BWV988 sono cosituite a partire da un’Aria in due parti in stile di Sarabanda seguita da 30 variazioni di cui l’ultima, nella forma di Quodlibet, inserisce temi di canzoni popolare (le due riconosciute sono:Troppo son stato lontano da te e Cavoli e rape rosse mi hanno allontanato da te, mia madre ha cucinato la carne e io ho preferito restare). Secondo racconti di contemporanei riportati da Johann Nikolaus Forkel (lo stesso della leggenda sulla genesi dell’opera) il Quodlibet (un specie di gioco musicale in cui si mescolano, in stile contrappuntistico, vari temi popolari per creare una composizione parodistica) era una forma di “gioco” familiare praticato dai Bach nelle loro riunioni. Tutte le variazioni sono a loro volta suddivise in due parti e le stesse Variazioni hanno una suddivisione interna in due parti suggellata dall’Ouverture in stile francese posta al numero 16. Altro dettaglio ricorrente: ogni terza variazione della serie è costituita da un canone di complessità sempre crescente. Le variazioni non sono basate sul tema, ma sono costruite sulla sequenza del basso, un dettaglio che ha portato alcuni musicologi a ipotizzare che le Variazioni siano in realtà costruite su un tema di Passacaglia enigmatica (ma non troppo!) di cui già l’Aria è una variazione. Concepite per essere eseguite su uno strumento dotato di due tastiere sovrapposte, le Variazioni Goldberg propongono una difficoltà esecutiva piuttosto spiccata quando eseguite su uno strumento a tastiera unica come il pianoforte a causa delle scomode sovrapposizioni tra le due mani.
John Sebastian has never practiced extensively the art of Variations (at least in comparison with the art of the Fugue), but when it does it expresses the same musical genius.
As expressed by the title: Goldberg Variations BWV988 are made from an aria in two parts in the style of Saraband followed by 30 variations of which the last, in the form of Quodlibet, inserts themes of popular songs (the two recognizeare: I have so long been away from you, come closer, come closer and Cabbage and turnips have driven me away, had my mother cooked meat, I’d have opted to stay). According to contemporary accounts reported by Johann Nikolaus Forkel (the same who write of the legend about the genesis of the work) the Quodlibet (a kind of music game which combines, in a contrapuntal style, various popular themes to create a composition parody) was a form of “game” practiced by Bach’s family in their celebrations. All variations are divided into two parts and the complete set of variations has an internal division into two parts sealed by the Overture in the French style placed at number 16. Other recurring detail: every third variation of the series is made up of a canon of ever increasing complexity. The variations are not based on the theme, but they are built on the bass sequence, a detail that has led some musicologists to speculate that the variations are in fact built on an enigmatic Passacaglia’s theme (but not too much enigmatic!) which the Air is already a variation. Designed to be performed on an instrument with two keyboards overlapped, the Goldberg Variations propose an executive difficulty pretty high when performed on an instrument like the piano with a single keyboard because of the uncomfortable overlap between the two hands.

La storia discografica delle Variazioni Goldberg può essere facilmente divisa in due ere storiche: pre-Gould e post-Gould. Della prima era potrei consigliare l’ascolto di due edizioni:
The recording history of the Goldberg Variations can be easily divided into two eras: pre and post-Gould. From the first one I could recommend two editions for the listening:

Claudio Arrau, RCA
Registrate nel 1942, ma pubblicate per la prima volta nel 1988, queste Goldberg possiedono una coerenza narrativa e una fedeltà testuale notevoli per l’epoca (quasi nessun uso del pedale di risonanza e corretta riproduzione delle figurazioni ritmiche, a parte che per i 16esimi dell’Ouverture alla francese eseguiti come tali, invece che come 32esimi). Le variazioni sono ovviamente eseguite senza ritornelli come farà negli anni ‘50 anche Gould.
Recorded in 1942, but published for the first time in 1988, these Goldberg have a strong narrative coherence and a remarkable fidelity text for its time (almost no use of the damper pedal and correct reproduction of rhythmic figures, except for French Overture variation executed as written instead that in the right way). The variations are obviously played ​​without ritornellos like in the 50s will also Gould.

Wanda Landowska, RCA
La seconda registrazione, datata 1945, per la cembalista di origine polacca e il suo mitico cembalo Pleyel a due manuali con registri a pedali. Non aspettatevi un’esecuzione filologica in senso moderno del termine quindi, ne dal punto di vista sonoro, ne da quello testuale, ma ricordate che senza la sua opera di proselitismo il cembalo e la sua tradizione esecutiva avrebbero conosciuto un drammatico iato.
The second recording, dated 1945, for the harpsichordist of Polish origin and its mythical Pleyel harpsichord with two manuals and pedals registers. Do not expect a philological performance in the modern sense then, nor from the innstrumental sound, neither from that of the text, but remember that without his proselytizing the harpsichord and its performance tradition would have experienced a dramatic hiatus.

Una risposta a “Costruiamo una discoteca: le Variazioni Goldberg di Bach (Parte I)/ Building a library: Bach’s Goldberg Variations (Part I).

  1. Vogliamo divertirci un attimo col Quodlibet, sopra citato a proposito della Variazione 30 ? Ebbene: un altro Quodlibet (BWV 524) scritto nel 1708, è una delle prime composizioni del giovane Bach. L’inizio e la fine di questo pazzo brano sono mancanti. L’Ensemble Clematis ha pensato di concluderlo con la versione cantata di quello delle Goldberg, sulle parole “eine schöne Fuge” (una bella Fuga). Ascoltiamolo.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...