Ascoltare le registrazioni: le orecchie sole non bastano (Parte III)! Listen to your recordings: the ears are not enough (Part III)!

Eccoci giunti a parlare dello spettro delle frequenze. L’ho lasciato per ultimo perchè, se è vero che lo spettro delle frequenze è scientificamente analizzabile e misurabile, è altrettanto vero che il suo apprezzamento e giudizio nella realtà della riproduzione musicale passa anche attraverso il gusto personale. Abbiamo già visto in occasione della serie di post dedicati alla storia della registrazione che agli albori della tecnica acustica lo spettro delle frequenze spaziava dai 160 ai 2000 Hz. Con il passaggio alla registrazione elettrica alla fine degli anni ’20 e, successivamente alla guerra, con lo sviluppo di materiale più “sensibile” arriviamo a registrare e riprodurre già tramite l’Lp uno spettro che comprende le possibilità di discernimento delle orecchie umane: dai 20 ai 20000 Hz, quindi. Il Cd da questo punto di vista non si dimostra un miglioramento come nel caso della dinamica: lo spettro delle frequenze che il formato 16 bit/ 44,1 kHz riproduce offre ancora lo stesso intervallo dell’Lp, per vedere un significativo miglioramento bisogna arrivare ai formati di registrazione ad alta densità come il DSD che in linea teorica dovrebbe essere in grado di captare e riprodurre un intervallo di frequenze compreso tra i 2 Hz e i 100 kHz (in pratica però i Super Audio Cd, che usano questa tecnologia, allocano tra i 20 Hz e i 50 kHz).
Here we come to speak about the frequency spectrum. I left it for last because if it is true that the frequency spectrum is scientifically analyzed and measured, but it is equally true that his appreciation and judgment in the reality of reproduced music involves personal taste. We have already seen during the series of posts dedicated to the history of the recording that at the beginning of the acoustic era the frequency spectrum ranged from 160 to 2,000 Hz With the transition to the electrical recording in the late ’20s and, after the war, with the development of material more “sensitive” we get to record and play back (already through the Lp) a spectrum that includes the possibility of discerning the human ears: 20 to 20000 Hz, then. The Cd from this point of view is not a great improvement as in the case of dynamics: the frequency spectrum that the format 16 bit / 44.1 kHz reproduces, still offers the same range of the Lp. To see a significant improvement we must come to high density recording formats such as DSD, that in theory should be able to capture and reproduce a range of frequencies between 2 Hz and 100 kHz (in practice, however, the Super Audio CD, using this technology, allot between 20 Hz and 50 kHz).

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Gamma delle frequenze riprodotte dalla Tosca di Puccini della Decca. Il rapido decadimento indica che sopra i 20 kHz abbiamo solo del “rumore” inaudibile.
Frequency range reproduced by the Decca Puccini’s Tosca. The rapid decay indicates that over 20 kHz there’s only inaudible “noise”.

Fino a qui la tecnica. Ascoltando una registrazione la cosa difficile è cercare di capire se l’equalizzazione praticata dai tecnici del suono sia corretta, o se ragioni di varia natura hanno influito sulla sua linearità. Questo tipo di giudizio è effettivamente piuttosto difficile: prima che rieducassi il mio orecchio anch’io come la maggiore parte degli ascoltatori avevo una netta preferenza per un basso in evidenza. E’ una questione psicologica oltre che di abitudine, si parte dall’idea che l’effetto ottenuto in casa debba essere lo stesso ascoltato dal vivo. I musicisti “praticanti” sono forse i peggiori giudici da questo punto di vista, perchè la loro percezione del suono è spesso distorta dall’estrema vicinanza con le fonti di emissione. Nel mio caso ad esempio, come violista in orchestra o in quintetto, la prossimità con violoncelli, contrabbassi e fagotti o il posizionamento nell’ansa del pianoforte abituano l’orecchio e il corpo a una relazione estremamente fisica col suono. Riprodurre in casa simili sensazioni si può, ma graziando il registro grave e medio di un’enfasi innaturale. Il bilanciamento tonale originale ha, per altro, anche effetti consistenti sugli altri parametri: un registro medio artificialmente gonfiato per garantire una più facile fruibilità d’ascolto può causare una perdita di prontezza nella resa delle micro-dinamiche. Un registro grave fuori controllo crea confusione sonora, facendo perdere chiarezza al palcoscenico sonoro.
I più anziani tra noi ricorderanno quegli amplificatori pieni di cursori che permettevano di equalizzare a proprio piacimento le registrazioni. Qualche decennio fa sono stati di gran moda per un certo periodo, prima che il mondo dell’ Alta fedeltà esoterica dichiarasse che il segnale sonoro deve passare nella maniera più diretta possibile dalla fonte ai diffusori. Il preamplificatore che attualmente fa parte del mio impianto principale non permette alcuna modifica dal punto di vista del bilanciamento tonale, mentre il recente Marantz che ho nell’impianto secondario in camera ha il tasto “tone defeat” perennemente in posizione on. Lo storico Marantz 1070 che lavora in camera dei bambini ha invece i tre cursori (bass, mid e treble) in posizioni zero e i tre pulsanti (bass filter, hi filter e il famigerato loudness!), ormai inutili nell’ambito della riproduzione digitale, in posizione off.
So far the technique. The difficult thing, listening to a recording, is figuring out when the equalization practiced by the sound technicians is correct, or if various reasons have influenced its linearity. This kind of judgment is actually quite difficult: before I teach a second time from scratch to my ear, like the majority of the audience, I had a clear preference for a low register in evidence. It ‘s a psychological issues as well as an habit, it is assumed that the effect obtained in the home should be the same of the one heard “live”. The professional musicians are perhaps the worst judges from this point of view, because their perception of sound is often distorted by the extreme proximity to the emission sources. In my case, for example, as a viola player in the orchestra or quintet, the proximity with cellos, basses and bassoons or the placement in the bend of the piano inherit a very physical relationship with sound. You can reproduce at home feelings like this, but pardoning the low and mid register some unnatural emphasis. The original tonal balance, incidentally, has also significant effects on the other parameters: a middle register artificially inflated to ensure a worldwide easier appeal can cause a loss of steadiness to micro-dynamics. A low register out of control cause a mudding in the sound and a loss of transparency to the sound stage.
The older among us will remember those amps full of sliders that allow you to equalize the recordings. A few decades ago they were for a time all the rage, before the world of esoteric High fidelity declare that the signal has to go in the most direct possible way from the source to the speakers. The preamplifier now part of my main system does not allow any changes from the point of view of the tonal balance, while the recent Marantz settled in the bedroom sistem has the “tone defeat” permanently in the on position. The historic Marantz 1070 that works in the children’s room on the other hand keep the three sliders (bass, mid and treble) in zero positions and the three buttons (bass filter, hi filter and the infamous loudness!), now useless in the context of digital reproduction, in the off position.

Dopo aver ascoltato questa registrazione Reference Recordings, veramente magnifica nella sua naturalezza, torniamo al nocciolo del problema. Modificare con l’uso dei controlli di tono una registrazione per renderla consona alle nostre preferenze d’ascolto è una scelta più che legittima, ma impedisce di imparare a giudicare il suono prodotto “naturalmente” dalla registrazione stessa. E’ come con l’uso del sale e dello zucchero negli alimenti: se siamo abituati a salare o zuccherare troppo il nostro palato non riesce ad apprezzare il gusto normale del cibo. In definitiva la cosa più importante è essere consapevoli delle proprie scelte: oggi, per esempio, sono accusato di avere un bilanciamento “timido” dei bassi (dall’amico Costa in particolare), ma la linearità di segnale interfacciando un subwoofer con due diffusori monitor è diversa rispetto a quella che ha il Costa con le sue casse a 5 vie (subwoofer, woofer, midrange, tweeter e supertweeter) penta-amplificate e con taglio delle frequenze attivo.
Giunti a questo punto spero che la curiosità di ascoltare con orecchie diverse le vostre registrazioni sia maturata. Prima di lasciarvi vi propongo l’ascolto del primo movimento del Concerto di Korngold per violino registrato dall’etichetta inglese Onyx. Si tratta di una registrazione dal bilanciamento tonale sontuoso, straordinaria nella realizzazione delle dinamiche e precisa nel palcoscenico sonoro. Ma… c’è un dettaglio che all’ascolto attento risulta piuttosto incongruente. Qual è?
A sproposito: anche voi avete una strana sensazione da Quesito con la Susy, perché io ce l’ho!
After listening to this, truly magnificent in its naturalness, Reference Recordings’s recording, let’s go back to the point of the problem. Change the balance of a recording to make it suited to our listening preferences is a more than legitimate, but it prevents from learning how to judge the sound produced “naturally” from the recording. It ‘s like with the use of salt and sugar in food: if we are accustomed to too much salt or sweeten your palate fails to appreciate the taste of normal food. Ultimately the most important thing is to be aware of our choices: today, for example, I’m accused of having a “shy” bass balance (by my friend Costa in particular), but the linearity of frequency range, interfacing a subwoofer with two monitor speakers is different from the one that Costa has with its two 5-way speakers (subwoofer, woofer, midrange, tweeter and super-tweeter) penta-amplified and an active frequencies cutoff.
At this point I hope you work out the curiosity to listen to your recordings with different ears. Before parting our ways I suggest listening to the first movement of the Korngold Concerto for violin recorded by the English label Onyx. This is a recording from the lavish tonal balance, extraordinary in the dynamics and precise in the realization of the soundstage. But … there is one detail rather inconsistent if you careful listening to it. What is it?

La risposta la prossima settimana (ovvero domani!)
The answer next week (OMG, tomorrow will be next week!)
RC

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