Ascoltare le registrazioni: le orecchie sole non bastano (Parte II)! Listen to your recordings: the ears are not enough (Part II)!

A questo punto parliamo un po’ di dinamica. In linea di principio è molto difficile che un impianto stereo possa riprodurre effettivamente l’escursione dinamica di una grande orchestra sinfonica. Secondo la leggenda i Berliner dell’era Karajan nella Philharmonie sembra fossero in grado di superare i 120 dB di picco. Il problema però non è costituito principalmente dalle elettroniche. Come sappiamo le casse acustiche hanno una sensibilità, che in modo semplicistico indica quanto forte potrebbero suonare. Viene calcolata a un metro di distanza con una potenza immessa di un watt: le mie Tannoy hanno una sensibilità per esempio di 86 dB. Ora, calcolate che per ottenere 3 dB di guadagno dovete raddoppiare la potenza quindi per arrivare a 121 dB io dovrei fornire alle mie piccoline un input di 4096 watt. Non è impossibile raggiungere simili prestazioni abbinando casse ad altissima sensibilità (oltre i 100 dB) ad amplificatori di potenza adeguata. Naturalmente se fate l’esperimento e lo spostamento d’aria vi ribalta la poltrona e i vicini vengono a picchiarvi selvaggiamente per lo spavento non ditemi che non vi avevo avvertito. Il problema è soprattutto posto dai limiti intrinseci dei vari formati audio: 70/ 80 dB per il vecchio vinile, 90 dB per il Cd e 105 per il Sacd.
Reached this point, let’s talk about dynamics. In principle, it is very difficult that a stereo system can actually reproduce the dynamic range of a large symphony orchestra. According to legend, the Berliner in Karajan’s era seem to have been able to exceed 120 dB of peak in the Philharmonie Hall. The problem, however, does not consist mainly of electronic equipment. As we know the speakers have a sensitivity, which in a simplistic way indicates how loud they could play. It is calculated at one meter of distance from the source with a power input of one watt: my Tannoy have a sensitivity of 86 dB, for example. Now, you should learn that to get 3 dB of gain you need to double the power, so to get to 121 dB I should give to my couple of little ones an input of 4096 watts. It is not impossible to achieve similar performance by combining high sensitivity speakers (over 100 dB) and adequate power amplifiers. Of course if you do the experiment, and the blast will spotlight the chair and the neighbors come to beat you wildly in fright not tell me I did not warn you. The problem is mainly posed by the inherent limitations of the various audio formats: 70/80 dB for the old vinyl, 90 dB for Cd and 105 for SACD.

Il video posto qui sopra mette in risalto i problemi che all’epoca dell’analogico si potevano riscontrare nel tracciare i passaggi più problematici dell’Ouverture 1812 pubblicata da Telarc. Osservate le oscillazioni significative della testina durante la riproduzione dei colpi di cannone: il salto peggiore a 15:12 circa.
Con il digitale tutto è diverso, non ci sono più i problemi di tracciamento, ma problemi di saturazione e distorsione armonica ovviamente restano!
Le registrazioni migliori dal punto di vista della riproduzione dinamica sono quelle che appaiono all’ascolto facili e “infinite”. Ricordo ancora una cliente lamentarsi di una registrazione Chandos, secondo lei difettosa, perché il piano era alla soglia dell’udibile, mentre i pieni orchestrali erano tali da essere insopportabili. In realtà era vero esattamente il contrario quella registrazione era, dal punto di vista dinamico particolarmente riuscita! Ovviamente non è così facile perché si può distinguere tra capacità di riprodurre le macro-dinamiche (la differenza assoluta tra piano e forte) e la risoluzione delle micro-dinamiche: ovvero la velocità con cui la registrazione (e la musica) passano da uno stato di quiete al suono. Questo passaggio deve essere veloce e privo di sbavature dovute a eccesso di riverbero o enfatizzazione di spettro delle frequenze. Al tempo stesso non deve essere troppo asciutta o secca altrimenti il tutto potrebbe diventare piuttosto sgradevole all’ascolto.
Con tutti i limiti dei video di you tube ascoltate il grande crescendo conclusivo dell’ottava di Mahler nella registrazione Telarc di Robert Shaw e le micro-dinamiche impressionanti della Tosca Decca diretta da Maazel.
The video placed above highlights the tracking problems you can challenge with the most problematic passages of 1812 Overture published by Telarc on Lp at the dawn of the digital era. Observe the significant fluctuations of the cartridge head while playing the gunshots: the worst jump is the last about 15:12.
With the digital reproduction, everything is different, there are no more tracking problems, but issues with saturation and harmonic distortion of course remain!
The best recordings from the point of view of dynamic reproduction are those that appear easy and “infinite” to listening. I still remember a customer complain about a Chandos recording, according to her flawed, because the pianos were at the threshold of hearing, while the full orchestra were such as to be unbearable. In fact the opposite was true: that recording was particularly successful from the dynamic point of view! Obviously it is not so easy because you should distinguish between the ability to reproduce the macro-dynamics (the absolute difference between piano and fortissimo) and the resolution of the micro-dynamics, in other words: the speed at which the recording (and music) pass from a state of quiet to the sound. This step must be fast and free of burrs due to excessive reverb or emphasis in the frequency spectrum. At the same time it should not be too dry otherwise the whole thing could get quite unpleasant to listen to.
With all the limitations of you tube videos, listening to the big crescendo in the final of Mahler’s 8th Symphony (Robert Shaw’s Telarc recording) and the astonishing micro-dynamics of the impressive Decca’s Tosca conducted by Maazel.

A domani per parlare di frequenze e timbro.
I’ll see you tomorrow to talking about frequencies and tone.

RC

6 risposte a “Ascoltare le registrazioni: le orecchie sole non bastano (Parte II)! Listen to your recordings: the ears are not enough (Part II)!

  1. ah, dimenticavo… se le può interessare legga qui:
    http://senzalamusica.wordpress.com/

  2. la registrazione dell’ottava di mahler edita dalla telarc è una realizzazione tecnica ed anche esecutiva, veramente impressionante… serie di articoli molto interessante! saluti.

  3. Questo “ciclo” è altamente istruttivo. Sono, e rimango, tutt’orecchie. Grazie Ric !

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