Interpreti da scoprire: Herbert Kegel, anima musicale tormentata./ Interpreters to discover: Herbert Kegel, musical soul in turmoil.

Kegel
Herbert Kegel è un interprete ancora in buona parte da scoprire per gli appassionati italiani. Nato in una famiglia priva di tradizioni musicali a Dresda nel 1920 Kegel studia presso la scuola della Staatskapelle di Dresda pianoforte, violoncello e composizione. In particolare il rapporto con l’insegnante di quest’ultima materia, Boris Blacher (di cui registrerà un’edizione fondamentale dell’opera Il grande inquisitore), è particolarmente significativo per lo sviluppo della personalità musicale di Kegel. Dai suoi insegnamenti impara a relazionarsi con la musica del novecento diventandone un interprete di riferimento assoluto. Nel video posto qui di seguito, dal minuto 7:55 in avanti, è possibile vedere Kegel dirigere Circus Polka di Stravinsky con l’orchestra della NHK di Tokyo, ma purtroppo video e audio sono molto disallineati.
Herbert Kegel is an interpreter still largely to be discovered by the Italian fans. Born in Dresden (1920) into a family with no musical traditions, Kegel studied at the school of the Staatskapelle Dresden piano, cello and composition. In particular, the relationship with the teacher of the latter subject, Boris Blacher (Kegel will record a fundamental performance of the opera The Grand Inquisitor), is particularly significant for the development of Kegel’s musical personality. From his teachings the young musician learns to relate to the music of the twentieth century and becoming an interpreter of absolute reference. In the video below, from minute 7:55 onwards, you can see Kegel conducting Stravinsky’s Circus Polka with the NHK Orchestra in Tokyo, but shamefully the video and audio are very misaligned.

E’ sicuramente un pianista dotato se si può permettere di eseguire il Secondo Concerto di Rachmaninov al concerto di diploma, ma il destino ha in serbo per lui qualcosa di molto diverso. Ottiene la possibilità di assistere alle prove di Karl Böhm durante il periodo speso da quest’ultimo alla guida della Semperoper tra il 1934 e il 1942. Purtroppo il 1940 porta il richiamo alle armi: Kegel spende il periodo della guerra come operatore radio dell’esercito, ricavandone una ferita alla mano sinistra che pone fine alla sua carriera pianistica. Oltre che dal punto di vista fisico l’esperienza della guerra lascia tracce profonde anche a livello ideologico e psicologico. Kegel spenderà una buona parte delle sue energie artistiche nella divulgazione di composizioni musicali contro la guerra. Tra le sue registrazioni più belle in questo ambito di repertorio segnalerei la Trenodia per le vittime di Hiroshima di Penderecki, il disco dedicato a Luigi Nono (Epitaffio n.1 e n.3, e Como una ola de fuerza y luz) e uno dei più raffinati War Requiem di Britten dal punto di vista della prestazione del coro.
He’s definitely a gifted pianist if he can afford to perform Rachmaninov’s Second Concerto at the concert diploma, but fate has very differents plans for him. Kegel gets the opportunity to attend the rehearsal of Karl Böhm during the period spent by the older conductor at the helm of Semperoper between 1934 and 1942. Unfortunately, 1940 carries the call to arms: Kegel spends the period of the war in the Army as a radio operator, obtaining a wound to his left hand that put an end to his career as a pianist. In addition to the physical damage the war left also deep traces on him both form the ideological and psychological points of views. Kegel will spend a good part of his artistic energies in the dissemination of musical compositions against war. Among his most beautiful recordings in this field I suggest the Threnody for the Victims of Hiroshima by Penderecki, the recordings dedicated to Luigi Nono (Epitaph n.1 and n., and Como una ola de fuerza y luz), and one of more refined Britten’s War Requiem from the point of view of the performance of the choir.

Kegel e la preparazione delle forze corali è un capitolo assai importante nell’esegesi dell’interprete. Allievo di Alfred Stier, direttore musicale Chiesa evangelica luterana di Sassonia, Herbert Kegel spende quasi tutta la sua carriera (dal 1949 al 1978) a capo del Coro della Radio di Lipsia (oggi rinominato MDR Chor), trasformandolo in una delle formazioni corali più disciplinate, compatte ed eleganti che si possano ascoltare sia sotto la sua guida diretta, come ci rammentano un magnifico Deutsche Requiem di Brahms e il ciclo dei Trionfi di Orff, sia sotto la direzione dei suoi successori Jörg-Peter Weigle and Gert Frischmuth (il Requiem di Mozart diretto da Peter Schreier o le Messe di Schubert da Sawallisch, registrati per Philips).
Kegel and the rehearsal of choral forces is a very important chapter in the exegesis of the interpreter. A pupil of Alfred Stier, Music Director of the Evangelical Lutheran Church of Saxony, Herbert Kegel spends nearly his entire career (1949-1978) at the head of the Leipzig Radio Choir (now renamed MDR Choir), turning it into one of the most disciplined, compact and elegant among the choirs, as you can hear both under his direct leadership (a magnificent Deutsche Requiem by Brahms and the cycle of Orff’s Triumphs), both under the direction of his successors Jörg-Peter Weigle and Gert Frischmuth (Mozart’s Requiem conducted by Peter Schreier or Schubert’s Masses by Sawallisch, recorded for Philips).



Nonostante Kegel non si possa definire un direttore d’opera ha comunque lasciato alcune testimonianze discografiche assai significative in particolare nel repertorio tardo-romantico e del primo novecento. Se la sua Carmen è minata alla base dalla traduzione in tedesco, il suo Parsifal dal vivo in forma di concerto mostra un equilibrio assai raro tra la rigorosa lucidità dell’analisi musicale e una passione al calor bianco. Altri titoli di interesse sono i due atti unici di Orff Die Kluge e Der Mond, e il Mathis der Maler di Hindemith, ma il capolavoro assoluto nel repertorio è sicuramente incarnato dal Mosé e Aronne di Schoenberg, superiore anche alle pur celebrate versioni di Boulez e Solti. La sue conoscenze nell’ambito della preparazione vocale sono un vantaggio non indifferente quando si tratta di accompagnare e sostenere i cantanti, siano essi superlativi come la Eva-Maria Bundschuh o al limite dell’imbarazzante come Manfred Jung nei comunque bellissimi Gurrelieder di Schoenberg.
Despite we cannot define Kegel an opera director, he has, however, left some very significant recorded testimonies especially in the late-Romantic and early twentieth century repertoire. If his Carmen is undermined by the German translation, his Parsifal live in concert shows a very rare balance between the rigorous clarity of musical analysis and a white-hot passion. Other titles of interest are the two one-act opera composed by Orff (Die Kluge and Der Mond) and Hindemith’s Mathis der Maler. But the absolute masterpiece in the repertoire is definitely embodied by Schoenberg’s Moses and Aaron, superior even to the still celebrated versions of Boulez and Solti. His knowledge in the vocal training is a major advantage when it comes to accompany and support the singers, whether they are superb as Eva-Maria Bundschuh or almost embarrassing as Manfred Jung in the still beautiful Schoenberg’s Gurrelieder recording.

Dal punto di vista interpretativo Kegel si inserisce di diritto a quella categoria di direttori analitici avvezzi alla musica contemporanea che si può fare risalire a personaggi come Hermann Scherchen (a cui è superiore per tecnica direttoriale), Hans Rosbaud (rispetto al quale ha però maggiori sfumature interpretative) e in tempi più recenti Pierre Boulez. Si distingue da quest’ultimo però dall’estrema concentrazione drammatica delle sue interpretazioni, un tratto non sempre presente nel direttore francese. Anche la qualità del canto orchestrale di Kegel è assai precipua, mutuata com’è dalla passione per la musica corale del direttore. La sua Prima di Mahler, quasi completamente sconosciuta, è tanto lucida e affilata quanto disponibile a inaspettate aperture al canto. La sua integrale beethoveniana registrata all’inizio degli anni ’80 è un esempio di rigore musicale e flessibilità agogica, con una Nona magnificamente cantata dal coro e dai solisti. Anche le sue registrazioni hindemithiane (una bellissima Sinfonia Die harmonie der Welt tra le altre composizioni registrate) godono della stessa capacità di Kegel di esporre con lucidità e trasparenza le linee dell’architettura polifonica senza che il tutto perda di calore umano.
Kegel way of interpretation fits right in that category of analytical conductors accustomed to contemporary music that can be traced back to performers likes Hermann Scherchen (but Kegel is higher for conducting technique), Hans Rosbaud (with respect to which, however, Kegel interpretation has more shades), and more recently Pierre Boulez. Kegel distinguished himself from the latter, however, by the extreme dramatic concentration of his interpretations, a trait not always present in the French conductor. The quality of orchestral singing is very deep rooted in Kegel, clearly borrowed by his work of choir trainer. His Mahler’s First symphony, almost completely unknown, is at the same time clear and sharp and opened to a free hearted singing. His Beethoven’s complete symphonies recorded in the early ’80s are an example of musical strictness and flexibility of tempo, with a Ninth beautifully sung by the choir and soloists. Even his Hindemith’s recordings (a beautiful symphony Die Harmonie der Welt among tha other) enjoy the same Kegel’s ability to expose with clarity and transparency the architecture of polyphonic lines without losing of human warmth.


Purtroppo nel 1990, proprio quando con la caduta del Muro di Berlino la carriera di Kegel avrebbe potuto prendere un respiro più internazionale, il direttore soccombe ai suoi fantasmi suicidandosi nella sua casa di Dresda dove è ritornato dal 1979 dopo aver assunto la guida musicale della Dresdner Philhamonie.
Saddenly in 1990, just when with the fall of the Berlin Wall Kegel’s career could have taken a more international breath, the conductor succumbs to his ghosts and committed suicide at his home in Dresden, where he returned in 1979 after having taken the musical lead of the Dresdner Philhamonie.

RC

Una risposta a “Interpreti da scoprire: Herbert Kegel, anima musicale tormentata./ Interpreters to discover: Herbert Kegel, musical soul in turmoil.

  1. Thank you for the good writeup. It in reality was a amusement account it.
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