L’arte della direzione d’orchestra: quando il direttore sbaglia./ The art of conducting: when the conductor make a mistake.

Vi ricordate il post sull’arte della direzione d’orchestra in cui affermavo come il direttore d’orchestra sia l’unico tra i molti strumentisti dell’orchestra a poter fingere la propria arte? Sono sicuro che non molti mi abbiano creduto veramente ed ecco quindi una prova tangibile del fatto che l’abitudine all’auto- protezione da parte delle orchestre può salvare situazioni potenzialmente imbarazzanti. In questo caso vorrei essere chiaro: si tratta di un momento di distrazione da parte di un direttore d’orchestra di quelli bravi “sterilizzato” dalla bravura e professionalità dell’orchestra.
Do you remember the post about the art of conducting in which I said that the conductor is the only one among the many musicians of the orchestra to be able to fake his own art? I am sure that not many people truly believed in me, so here a proof of the fact that the habit of self-protection by the orchestras can save potentially embarrassing situations. In this case, let me be clear: it is a moment of distraction by a good ones of the conductors “sterilized” by the skill and professionalism of the orchestra.

E’ il primo movimento della Nona di Beethoven diretta da Leonard Bernstein con i Wiener Philharmoniker. Siamo intorno al minuto 13:00 e Beethoven sta giocando con un inciso tematico in levare, facendolo passare dagli archi, ai legni e viceversa. Bernstein è in evidente “trance” musicale (mi è capitato di vederlo nello stesso stato dal vivo alla Scala durante una prova generale della Sagra, e in quel caso le trombe andarono completamente fuori!) a 13:09 Bernstein si confonde, dà un attacco ai violini che non c’è perchè l’inciso è ancora ai legni, se ne accorge e seguendo il gesto si riporta a guardare gli strumenti a fiato. A 13:14, finalmente, ridendo di se stesso guida in maniera piuttosto plateale l’ingresso corretto dei primi violini! Nulla di grave è successo i Wiener potrebbero suonare la Nona di Beethoven a memoria dalla fine all’inizio senza problemi per quanto la conoscono e la piccola distrazione di Bernstein passa inosservata a tutti tranne a quelli che, come me, hanno fatto molti anni seduti in orchestra davanti a direttori da: chi lo guarda è perduto!
It’s the first movement of Beethoven’s Ninth Symphony conducted by Leonard Bernstein with the Vienna Philharmonic. We are around the 13:00 minute and Beethoven is playing with a short theme starting on the upbeat, passing it by the strings to the woodwinds and vice versa. Bernstein is evidently in music “trance” (I see him live in the same state at La Scala during a dress rehearsal of the Rite of spring, and in that case the trumpets went completely out!). At 13:09 Bernstein is confused, it gives an attack to the violins that’s wrong because the phrase is still in the winds, he immediately understand the mistake and following the gesture he return to watch the wind instruments. At 13:14, at last, laughing at himself in a rather blatant way he give the correct input to the first violins! Nothing serious has happened the Vienna Philharmonic could play Beethoven’s Ninth in memory from the end to the beginning without problems and the small distraction of Bernstein goes unnoticed to all but those who, like me, have done many years sitting in orchestra in front of conductors like: if you look at him you’re lost!

Ricordo ancora per esempio un Requiem di Mozart diretto da un sedicente direttore d’orchestra milanese. Lo ricordo bene anche perchè è stata l’occasione in cui ho conosciuto mia moglie che all’epoca suonava nei secondi violini. Per una distrazione, incidentalmente, mi capitò di alzare lo sguardo sulle ultime due battute dell’Osanna in Excelsis, incrociando così il gesto dell’uomo sul podio. Quelli che conoscono la partitura penseranno che non c’è alcuna difficoltà, con tre note di numero da eseguire ma, a quel punto non sapevo più dove metterle! Ricordo ancora la prima viola girarsi verso di me e chiedermi ….zo fai? Io allargando le braccia risposi: l’ho guardato! La cosa più divertente è che la sera successiva durante il Recordare (dove le viole vanno avanti a suonare una parte di nessuna difficoltà) improvvisamente mi accorgo che il mio compagno di leggio (la suddetta spalla) non sa più dove mettere le note, mi avvicino gli faccio sentire dove siamo, lui rientra e quando arriviamo alla fine gli chiedo: ….zo fai? Credo che sappiate già la risposta che mi ha dato!
I still remember a Mozart’s Requiem conducted by a Milan self-styled conductor. I remember it well because it was the event when I met my wife, at the time one of the second violins. For a distraction, incidentally, I happened to look up on the last two bars of Osanna in Excelsis, crossing in this way the gesture of the man on the podium. Those who know the score will think that there is no difficulty, with three notes in number to perform but at that point I did not know where to put them! I still remember the first viola turn to me and ask: …. WTF are you doing? I said, spreading my arms: I watched him! The funniest thing is that the next evening during the Recordare (where the violas go on to play a part of any difficulty) I suddenly realize that my mate of music stand (the first viola just named!) does not know where to put the notes, I approach him make him listen where we are, he gets back on track and when we get to the end I ask: …. WTF are you doing? I think you already know the answer he gave me!
RC

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