Ansia da diffusori? No, solo orrore e raccapriccio! (Parte I)/ Loudspeakers anxiety? No, only horror and revulsion! (Part I)

Ieri controllando le statistiche del blog tra i termini di ricerca che hanno guidato qualcuno al blog c’era la fatidica domanda: “diffusori diversi danno palcoscenici sonori differenti?”. La mia risposta serio-faceta potrebbe essere: “la risposta giusta è ….sì, ma non ho capito la domanda!”. Naturalmente parliamo di prodotti progettati e disegnati con una coscienza audiofila (qualsiasi sia la fascia di prezzo presa in considerazione), non di oggetti comprati in un grande magazzino a poco prezzo e magari designati a un uso ibrido musica e home theatre. Ogni coppia di diffusori in linea di principio ha delle prerogative di emissione che, soprattutto in fasce di prezzo entry level, sono il risultato di alcuni compromessi dovuti alla necessità di contenere i costi. I parametri da tenere presenti sono: coerenza timbrica, resa del dettaglio, controllo dei transienti nei salti di dinamica e precisione dell’immagine stereofonica. Il problema è che una volta trovati i diffusori che soddisfano il vostro gusto sonoro, dovrete comunque inserirli nel vostro ambiente d’ascolto mettendoli in condizione di dare il miglior risultato possibile (e qui torniamo ai blog precedenti dedicati alla disposizione dei diffusori nell’ambiente d’ascolto) e interfacciarli con la vostra catena di riproduzione sperando che il “matrimonio” sia riuscito! (Fare dei test di prova sarebbe auspicabile).

IMG_6510
Il mio impianto principale con i due monitor Tannoy appesi al muro e, accanto al mobile, il subwoofer attivo Mirage BPS100.
My first Hifi system with two Tannoy monitors hanging on the wall and, near the furniture, the active subwoofer Mirage BPS100.

Yesterday checking the statistics of the blog between the search terms that led someone to the blog there was the question: ” different speakers give different stages sound?”. My answer serio-humorous could be: “the answer is yes …. but I did not understand the question!” Of course we are talking about products that are designed with an audiophile conscience (whatever will be the price range considered), not cheap items bought in a general store and maybe designated for a hybrid use: music and home theater. Each pair of speakers in principle has its “personality”, especially in entry level price ranges, because some compromises are due to the need to contain costs. The parameters to be considered are: tonal coherence, detail rendition, control of fast dynamics transient and precision of the stereo image. The problem is that once you find a couple of speakers that meets your sound taste, however you should put them in your listening room in a position that allow the best possible result (and here we return to the previous blog devoted to the arrangement of the speakers in the listening room) and interface them with your Hifi chain hoping that the “marriage” is successful! (Make a few test trial would be desirable).

CC
L’impianto di CC con le due Linn Akurate disposte accanto al mobile.
CC’s Hifi sistem with two Linn Akurate beside the furniture.

Piuttosto oggi dedicherò qualche tempo per cominciare a chiarire le differenze tra i vari tipi di diffusori acustici. Cominciamo a individuare due generi di diffusori principali: i “monoliti” da pavimento e gli “scatolotti” da libreria. Come già evidenziato le ragioni dello spazio sono una discriminante di scelta tra queste due famiglie principali ma, e sottolineo ma, c’è anche una filosofia del suono diversa alla base della costruzione di questi due tipi di casse e preferenze diverse che possono portare alla scelta tra i diversi oggetti. Altrimenti non si spiegherebbe il costo di migliaia di euro di alcuni diffusori bookshelf. Generalizzando (molto!) possiamo dire che diffusori da pavimento hanno il vantaggio di riprodurre una gamma di frequenze più ampia (dai 20 Hz ai 54 kHz per i modelli dotati di supertweeter) e di offrire una esperienza sonora più fisica. Al contrario diffusori da stand avranno un vantaggio nel cesello del dettaglio e nell’incisività delle micro-dinamiche. Certo i bassi al di sotto dei 90 Hz sono a volte più un’idea che un fatto concreto! Dovete però anche calcolare che un’onda sonora di 20 Hz ha bisogno di 17 metri per formarsi compiutamente e quindi …quanto avete detto che è lunga la vostra stanza d’ascolto?

Continua…

Today I wish dedicate some time to clarify the differences between the various types of loudspeakers. We begin to identify two main kinds of speakers: the floostanding “monolith” and the bookshelf “shoesbox”. As already mentioned the reasons of space are a discriminating choice between these two principal families but, and I underline but, there is also a different sound philosophy behind the construction of these two types of loudspeakers and different preferences that can lead to the choice between this different objects. Otherwise it would be difficult to explain the cost of thousands of euro of some bookshelf speakers. Generalizing (very much, indeed!) we can say that floorstanding speakers have the advantage of playing a wider range of frequencies (from 20 Hz to 54 kHz for models with super-tweeter) and offer a more fisical sound experience. On the contrary stand speakers will have an advantage in the chisel of the detail and incisiveness of the micro-dynamics. Of course the bass below 90 Hz are sometimes more an idea than a concrete fact! But you must also calculate that a sound wave of 20 Hz needs 17 meters to form completely and then …how long is yours listening room?

To be continued…RC

2 risposte a “Ansia da diffusori? No, solo orrore e raccapriccio! (Parte I)/ Loudspeakers anxiety? No, only horror and revulsion! (Part I)

  1. Molto interessante la trattazione e attendo altre puntate su questo argomento “cruciale” per le nostre delicate orecchie… Dal 1986 (sic) ascolto con una coppia di italianissimi monoliti Chario-Imago 4 vie, usandoli anche per suonare un organo digitale sistema Hauptwerk a 3 manuali e pedale. Però ho arredato la sala in funzione esclusiva di quanto sopra. Col tempo il nostro apparato uditivo si fidelizza (qual cagnolino) alla situazione data e ogni costoso cambiamento porterebbe solo a una cronica insoddisfazione. Penso tratterete anche il problema ambientale. Avanti tutta, amici !!

    • Cambiare è spesso un mal di pancia… lo so perchè a febrraio ho cambiato le casse del sistema principale e solo in questi giorni comincio a essere soddisfatto del suono che ne sortisce. Tacerò sull’incubo di regolare nuovamente il taglio di crossover del subwoofer che mi è costato giorni di ascolto con la collaborazione di CC! Però alla fine è tutto divertimento!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...