Costruiamo una discoteca: La Sagra della Primavera (in elaborazione)./ Building a library: TheRite of Spring (work in progress).

Pensavate di averla scampata per questa volta con la solita lista di edizioni discografiche? E invece no!
I soliti amici/ collaboratori stanno nicchiando un po’ a partecipare, quindi: qui di seguito trovate una lista di edizioni discografiche rilevanti, brevemente commentate in modo da indirizzare al meglio la scelta. L’ordine è rigorosamente e volutamente sparso e, per quanto possibile, cercherò di evitare che traspaiano le mie preferenze personali.
You thought this time to avoid the usual list of record editions? But no!
My usual friends/ co-workers are shilly-shally a bit to participate, then: below there’s a list of relevant recorded edition, briefly commented to help for a best choice. The order is strictly and deliberately stray and, as far as possible, I try to avoid that my personal preferences will be too overexposed.

stokowski2
Leopold Stokowski – Philadelphia Orchestra – RCA (1929)
Registrazione di qualità sorprendente per l’anno di registrazione. Interpretazione assai caratterizzata dalla mano del direttore dal punto di vista timbrico e drammatico. (Complementare, per appassionati di Stokowski e delle registrazioni storiche)
Amazing quality for a 1929 recording. Interpretation is very characterized by the hand of the director from the point of view of tone and drama. (Complementary, for lovers of Stokowski and historical recordings)

Eugene Goossens – London Symphony Orchestra – Everest (1960)
Bellissima registrazione stereo. Goossens è stato uno dei primi divulgatori della partitura sin dagli anni ’20. Lettura dal passo solenne, quasi ieratico. Forse la migliore su disco dal punto di vista della trasparenza della partitura! (Da non sottovalutare)
Beautiful stereo recording. Goossens was one of the first performers of the score since the 20’s. Performance with a solemn step, almost hieratic. Perhaps the best recording from the point of view of the transparency of the score! (Not underestimate him)

Sixten Ehrling – Swedish Radio SO – BIS (1988)
Registrazione molto elegante nella sua presa sonora panoramica. L’amore di una vita di interprete per una lettura di eleganza e raffinatezza sbalorditive, ma non priva per questo di impatto drammatico. (Sconosciuta, ma veramente importante)
Very elegant recording wiht a panoramic soundstage. The interprete’s love of a lifetime for a reading of stunning elegance and sophistication, but not devoid of dramatic impact. (Unknown, but very important)

fricsay
Ferenc Fricsay – RIAS Symphonie-Orchester Berlin – DGG (1954)
Magnifica registrazione monofonica (non si rimpiange la stereofonia!). Una versione quasi leggera che fa dell’incisività e della brillantezza ritmica il suo pregio maggiore. Difficile non mettersi a ballare ascoltandola! Ottoni un po’ al limite in certi passaggi. (Bella, nonostante i difetti)
Magnificent monaural recording (does not regret the stereo!). A version almost light with a great rhythmic incisiveness and brilliance. Hard not to dance listening! Brass a bit ‘to the limit in certain passages. (Beautiful, despite the flaws)

Igor Stravinskij – Columbia Symphony Orchestra – Sony (CBS, 1960)
L’ultima delle tre registrazioni dell’autore della Sagra: difficile resistere al fascino drammatico di un’esecuzione che punta tutto sulla barbaricità dell’impatto piuttosto che sulla rafinattezza dei timbri e degli accenti. (Amarla od odiarla è un vostro diritto, ma non potete eluderla)
The last of the author’s three recordings of the Rite: hard to resist the charm of a dramatic performance that relies entirely on barbaric impact rather than on refined tones and accents. (Love her or hate her is your right, but you can not avoid it)

Seiji Ozawa – Chicago Symphony Orchestra – JVC (RCA, 1968)
Ristampa fantastica di una registrazione magnifica! La Chicago Symphony garantisce una resa tecnica impressionante, ma Ozawa ci mette una concertazione di grande sostanza. La versione più fauve della discografia. (Fare senza sarebbe un peccato!)
Fantastic remastering of a magnificent recording! The Chicago Symphony definitely delivers impressive technique, but Ozawa takes a concertation of great substance. The most fauvist version of the corrent discography. (Shame on you without it!)

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Karel Ancerl – Orchestra Filarmonica Ceca – Supraphon (1963)
La mia prima Sagra: un Lp Supraphon comprato nel negozietto sotto casa. Una buona registrazione al servizio di una lettura dalla profonda idiomaticità slava. Ancerl punta più sul canto che sul ritmo ottenendo un visione dalla suggestività malinconica. (Non chiedetemi di farne a meno)
My first Rite: an LP Supraphon bought in the little shop at the corner. A good recording for a deep idiomatic Slavonic reading from. Ancerl lirical approach has a melanchonic suggestiveness. (Do not ask me to do without it)

Eugene Ormandy – Philadelphia Orchestra – Sony (RCA, 1955)
Grande registrazione monofonica che propone una delle letture più esplicitamente virtuosistiche della discografia. Ormandy concerta in maniera travolgente, ma con poca immedesimazione drammatica. (Estroverso)
Great monaural recording! One of the most virtuosistic performance in discography: Ormandy is overwhelming but with a lack of dramatic. (Extroverted)

Antal Dorati – Detroit SO – Decca (1982)
Altro grande esponente della scuola ungherese per una versione di notevole estroversione virtuosistica, ma qualcosa dal punto di vista drammatico manca. (Esibizionista)
Another great member of the hungarian tradition give us a very extroverted performance, but the dramatic side of the score is out of focus. (Show-off)

Igor Markevitch – Philharmonia Orchestra – EMI(1959)
La seconda registrazione in studio (stereofonica) di Markevitch. Un’interpretazione che unisce l’idiomaticità slava alla raffinatezza timbrica degli studi parigini di Markevitch con Nadia Boulanger. Una versione quasi ideale della partitura. (Portiamo sull’isola deserta?)
Markevitch’s stereo version. A performance that bring together a slavonic idiomatic flavour and a french refined tone. An almost ideal view of the score. (Bring on a desert island?)

Mariss Jansons – Concertgebouworkest Amsterdam – RCO (2006)
La seconda volta di Jansons live al Concertgebouw nel 2006. Stessa ricchezza di dettagli della prima volta con la Oslo Philharmonic, ma la presenza del pubblico cambia l’impatto espressivo qui molto coinvolgente. Un’orchestra splendida e magnificamente registrata. (Drammatico e sontuoso)
Jansons’s second time live with Concertgebouw in 2006. Same abundance in details in comparison with the Oslo Philharmonic recording, but the public change the dramatoc behaviour of the conductor. A wonderful orchestra in magnificent recording. (Gorgeous and dramatic)

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Evgeny Svetlanov – URSS State Academic SO – Melodya (1966)
La prima registrazione veramente russa di questa lista. Lo si capisce dalla caratterizzazione del canto nei passaggi lirici e dalla resa timbrica acida degli ottoni sempre un po’ sotto sforzo. Svetlanov è come sempre al limite dell’eccesso. (Fieramente russa)
The first all-Russian recording in this list. You can understand what does it means in the idiomatic expression of the lirical passages and from the tipical acid sound of the brass often near to brakedown. Svetlanov is, like usual, near the overexposition. (Fiercely russian)

Leonard Bernstein – Israel PO – DGG (1982)
Edizione live controversa che si può accomunare a Goossens per la visione quasi ieratica della partitura. La resa dal punto di vista della prestazione orchestrale è però inferiore nel virtuosismo dell’insieme e in particolare nella tenuta degli ottoni. (Una ciambella senza buco)
A controversial live recording, similar to Goossens one for the ieratic vision of the score. But the result form the point of view of orchestral virtuosity is lower with weaker brass. (A donut without hole)

Ansermet
Ernest Ansermet – Orchestre de la Suisse Romande – Decca (1957)
Una lezione di fedeltà al testo commovente, ma l’orchestra non ha certo il virtuosismo delle migliori compagini fin qui incontrate. La mancanza di particolari sottolineature drammatiche potrebbe essere bene accolta da qualche appassionato. (Autorevole, ma datato)
A real moving lesson in loyalty to the text, but the orchestra has not the virtuosity of the best teams so far encountered. The lack of particularly dramatic underlining, might be welcomed by some lovers. (Authoritative, but dated)

CC
Leonard Bernstein – New York Philharmonic Orchestra – Sony (CBS, 1958)
Valery Gergiev – Mariinsky Theatre Orchestra – DVD Bel Air (2013)

Dottor B
Pierre Boulez – Cleveland Orchestra – DGG (1991)

karajan
PM
Herbert von Karajan – Berliner Philharmoniker – DGG (1975)
Igor Stravinsky – Columbia Symphony Orchestra – Sony (CBS 1960)
Pierre Monteux – Boston SO – RCA (1951)
Ferenc Fricsay – RIAS Symphonie-Orchester Berlin – DGG (1954)
Esa Pekka-Salonen – Los Angeles PO – DGG (2006)
Antal Dorati – Minneapolis SO – Mercury (1954)

Monteux per la storicità e l’eleganza, Dorati per la visionarietà, Fricsay per l’analiticità, Karajan per la capacità di sintesi evocativa, Salonen per un’interpretazione contemporanea e Stravinski perché non si può non conoscere.
Monteux for his historic importance and elegance, Dorati for his visionariety, Fricsay for his analitics account, Karajan for his suggestive synthesis, Salonen for a modern point of view and Stravinsky because you should know him.

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