Diffidate dei critici, e quindi anche di me! Be wary of critics, and therefore also of me!

Sono stato fortunato! Perché ho scoperto abbastanza presto che di critici e musicologi non ci si deve mai fidare ciecamente. L’aneddoto risale ancora agli anni ’80 e a una serie di pubblicazioni toscaniniane vendute in edicola. Il critico preposto, in occasione della Nona di Beethoven, si lanciò in una dotta disquisizione sui tempi di Toscanini per controvertire la consueta tesi critica sull’eccessiva velocità degli stessi. Peccato che l’uomo prendesse a esempio lo Scherzo sottolineando come solo Toscanini e Klemperer superavano il tetto dei 14 minuti, mentre tutti gli altri direttori di tradizione tedesca restavano intorno agli 11! Sventura che il tapino non si fosse reso conto che Toscanini e Klemperer erano gli unici due direttori, tra tutti quelli citati, a praticare il secondo ritornello dello Scherzo per tradizione generalmente omesso e che quindi la differenza di tempo non era determinata dal tactus metronomico, ma dall’esecuzione di circa 4 minuti di musica in più!
scherzo
I was lucky! Because I found out soon enough in my life that you can’t ever trust blindly at critics and musicologists. The story dates back to the ’80s and to a series of Toscanini’s publications sold at newsstands. The critical in charge, on the occasion of Beethoven’s Ninth Symphony, launched himself into a learned disquisition on the timing of Toscanini trying to subvert the usual critical thesis on the excessive speed of the same. Too bad the man took as an example the Scherzo stressing that only Toscanini and Klemperer exceeded the limit of 14 minutes, while all other directors of German tradition remained around 11! Wretched misfortune that he had not realized that Toscanini and Klemperer were the only two directors practicing the second ritornelloof the Scherzo for tradition generally omitted and that the time difference was not determined by the tactus metronome, but from the execution of approximately 4 minutes of more music!

Purtroppo la tendenza a uniformarsi a certe tradizioni critiche è estremamente radicata oltre che pericolosa! Certo è molto più facile parlare genericamente della lentezza furtwängleriana piuttosto che prendersi la briga di ascoltare veramente come ha diretto Furtwängler nel corso della sua carriera! E’ il caso del primo movimento della Sinfonia n.40 di Mozart che il direttore tedesco sbriga in 5 minuti e mezzo sena ritornello. Un tempo piuttosto solerte se pensate che aggiungendo quasi due minuti di ritornello la durata totale del movimento si attesta sui 7:30 contro i 9:31 di Krips o i 9:19 di Fricsay, per tacere dei quasi 8:30 minuti di Bernstein!
Altri luoghi comuni da sfatare? Che il Bruckner di Knappertsbusch fosse genericamente lento, per esempio! Prendiamo la Quinta Monaco 1959. L’Adagio dura solo 14:07, ma anche il primo movimento è sbrigato in soli 19 minuti: Jochum direttore bruckneriano di provata fede nel live del ’64 a Ottobeuren compie l’Adagio in 18:55 e il primo movimento in quasi 21 minuti.

Unfortunately, the tendency to conform to certain criticism traditions is rooted and extremely dangerous as well! Of course it is much easier to talk generically of Furtwängler’s slowness rather than take the trouble to really listen how he directed in the course of his career! It’s the case of the first movement of Mozart’s Symphony n.40 that the German conductor hurries in 5 and a half minutes without ritornello. A time rather fast if you think that adding nearly two minutes of ritornello the total duration of the movement, stood 7:30 against Krips’s 9:31 or 9:19 of Fricsay, not to mention the almost 8:30 minutes of Bernstein!
Other common places to debunk? That the Knappertsbusch’s Bruckner was generically slow, for example! Keep Monaco 1959’s Fifth Symphony. The Adagio lasts only 14:07, but the first movement is hurried in just 19 minutes: Jochum, Bruckner Director of proven faith, in the ’64 live in Ottobeuren, performs the Adagio at 18:55 and the first movement in almost 21 minutes.
Come si può pensare di conoscere un Toscanini basandosi solo sulle registrazioni in studio senili, viziate dall’acustica dello studio di registrazione e dalla difficoltà di rapporto con il mezzo di riproduzione (non scordate che Toscanini è un interprete nato nell’800!) o un Bruno Walter avendo solo ascoltato le registrazioni stereofoniche realizzate dopo che la malattia cardiaca lo aveva privato di buona parte delle energie!
Insomma: leggete tutto quanto scrivo (con la connivenza dei “collaboratori”) prestando attenzione ai link di ascolto e cercate sempre e comunque di farvi un’idea personale, partendo dai concetti che espongo senza pensare che siano la verità assoluta!
How can you think to know a Toscanini only through the senile studio recordings, biased by the acoustics of the 8H studio and the difficulty of dealing with the technology of reproduction (do not forget that Toscanini is a performer born in 800!), or a Bruno Walter having only listened to the stereo recordings made ​​after that heart disease had robbed him of most of his energy!
In short: read everything I write (with the connivance of the “collaborators”), paying attention to the link to listen and try always to make a personal impression, starting from the concepts I present without thinking that they are the absolute truth!

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