Palcoscenico sonoro: cos’è, come si ottiene (Parte II). Soundstage: what it is, how do you get it (Part II).

Giunti a questo punto prendete dal cassetto del lettore Cd la registrazione mono e inserite la registrazione stereo. Tornate a sedervi nel punto prescelto e… ascoltate! L’ultima volta che con CC abbiamo fatto questa operazione insieme è stato divertente constatare come lui per “vedere” il suono debba tenere gli occhi aperti, mentre io li debba assolutamente chiudere, quindi a vostra scelta chiudete o aprite gli occhi. Vi piace quello che state ascoltando? L’orchestra si dispiega con naturalezza di fronte a voi? Il timbro è sufficientemente “fisico” (ovvero corposo e plastico)? Se la risposta è no, ecco qualche ulteriore consiglio. Se la risposta è sì, ecco qualche ulteriore consiglio, perché sperimentare non nuoce!
At this point, take the mono recording from the CD player and insert the stereo recording. Come back and sit in the desired sit position and … listen up! The last time I did this gig together with CC it was fun to see how him to “see” the sound should keep his eyes open, and I absolutely must close them, then… I think will be your choice keeping your eyes close or open. Do you like what you are listening to? The orchestra unfolds naturally in front of you? The tone is sufficiently “physical” (ie, full-bodied and plastic)? If the answer is no, here’s some further advice. If the answer is yes, here’s some further advice, because experience does not hurt!

Allargare l’angolo delle casse vi permetterà di avere un palcoscenico sonoro più ampio, più basso e un poco meno denso dal punto di vista della consistenza timbrica. Chiudere le casse invece alzerà il posizionamento verticale dell’immagine sonora, restringerà un po’ l’ampiezza stereofonica e vi darà un suono più corposo.
La distanza delle casse dalla parete posteriore vi permette invece di regolare l’equilibrio timbrico nelle varie frequenze. Avvicinandole alla parete otterrete una preponderanza dei bassi, mentre allontanandole otterrete un suono più chiaro e asciutto.
In caso di casse con bass reflex posteriore l’effetto sarà più significativo, mentre casse con bass reflex anteriore o addirittura chiuse soffrono un po’ meno della prossimità con la parete posteriore.
La maggiore distanza dal fondo vi darà anche una superiore profondità di immagine qualora la registrazione riesca a riprodurre questo parametro.
Widen the angle of the speakers will allow you to have a larger soundstage, lower in height and less thicker from the point of view of tone. Close the loudspeakers instead raise the vertical position of the soundstage, shrink a bit the stereo width and will give you a thicker sound.
The distance from the rear wall of the speakers allows instead to adjust the tonal balance in the various frequencies. Bringing them closer to the wall will get a preponderance of low, while removing them will get a sound clearer and more dry.
If your speakers has a rear bass reflex effect will be more significant, while speakers with frontal bass reflex or even closed suffer a little less the proximity to the rear wall.
The greater distance from the bottom will also give you a greater depth of image, where recording is able to reproduce this parameter.

IMG_4099

La foto qui sopra presenta la disposizione delle casse nel mio sistema principale. Nel post precedente avevo parlato di compromesso ecco qui un esempio di adattamento all’ambiente casalingo.
L’immagine è presa dal punto di ascolto e, come potete vedere, l’angolazione verso il centro delle casse è estremamente ridotta. Per CC andrebbero aperte di un poco per dare un’immagine ancora più ampia, ma ho preferito mantenerle più chiuse per favorire la consistenza timbrica dato che sono diffusori Tannoy estremamente dettagliati e asciutti. L’altezza dal pavimento è ovviamente eccessiva: ho dovuto ovviare mettendo i diffusori a testa sotto con i tweeter più vicini al pavimento e angolandoli verso il basso. Così il suono è meno coerente se siete in piedi nella stanza, ma seduti nella posizione giusta è perfetto! L’angolazione verso il basso e la vicinanza al muro di fondo limitano anche la profondità di immagine che è ovviamente limitata. La presenza di una finestra in mezzo è un vero orrore audiofilo, ma le tende aiutano a mantenere il problema delle riflessioni anomale sotto controllo con un suono in definitiva più che soddisfacente.
The photo above shows the arrangement of the speakers in my main system. In the previous post I talked about compromise: here is an example of adaptation to the environment at home.
The picture is taken from the listening point and, as you can see, the angle of the speakers towards the center is extremely low. For CC I should open them a little to obtain an even more extensive image, but I preferred to keep them more closed to promote the consistency of timbre as Tannoy speakers are extremely detailed and dry. The height from the floor is obviously excessive: I had to overcome putting the speakers with the head under, so tweeter are closest to the floor. I also choose to point the speaker down. In this way the sound is less coherent if you are standing in the room, but sitting in the right location is perfect! The downward angle and the proximity to the bottom wall has an impact on the depth of the image that is obviously limited. The presence of a window in the middle is a true audiophile’s horror, but the curtains help to keep the problem of anomalous reflections under control with a sound ultimately more than satisfactory.

RC

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