Scoperte musicali: l’altra sinfonia in sol minore di Mozart/ Musical discoveries: the other G minor’s symphony by Mozart

Mozart

Tutti conoscono la Sinfonia in sol minore n.40 K550 di Mozart! Anche quelli della mia generazione poco avvezzi alla musica classica potevano possedere il “mitico” arrangiamento per sintetizzatore moog realizzato da Wendy Carlos (allora ancora Walter) già collaboratrice di Stanley Kubrick per la colonna sonora di Arancia meccanica.
Qui invece parliamo dell’altra Sinfonia in sol minore: la n.25 K183 un lavoro giovanile composto a 17 anni nel 1773 (qualcuno mi dovrebbe spiegare, però quale lavoro di Mozart non è in senso lato giovanile, essendo l’uomo morto a 35 anni!).
Con la sua compagna di tonalità la K183 condivide un primo movimento di grande concisione drammatica che qui si apre con un intenso ritmo sincopato discendente cui fa da contraltare il tema ascendente spezzato dei violini. Lo sviluppo è breve con l’oboe solista che ripropone in forma tematica gli intervalli di debutto dell’accompagnamento sincopato e la presentazione di un tema ritmico agli archi.
Il secondo movimento costituisce una breve oasi di riposo nella quale comunque Mozart continua a utilizzare la tecnica affermazione/ risposta tra violini e bassi (già ampiamente utilizzata anche nel primo movimento) dando grande spazio al colore dei fagotti.
Il terzo movimento è un Minuetto che ben poco ha di grazioso e galante, ma sembra piuttosto il ricordo oniricamente distorto di un ballo a corte. Il Trio consegnato al colore un po’ petulante dei soli legni prova a instaurare un tono più leggero, immediatamente cancellato dal ritorno al Minuetto.
L’ultimo movimento si apre nuovamente con un tema abbastanza drammatico (di diretta derivazione dal tema del Minuetto) proposto in piano dai violini e subito replicato con forza e intensità dagli archi gravi rinforzati dai corni. Brevi momenti di rilassamento sono concessi all’ascoltatore all’apparire del secondo tema, ma è pausa effimera e breve e il primo tema ritorna in tutta la sua drammaticità. Dallo sviluppo in avanti Mozart non concede però più requie all’ascoltatore e la musica non abbandona fino alla fine il suo procedere drammatico e spezzato tra le sezioni orchestrali. L’esecuzione che vi propongo qui di seguito è una delle più belle della discografia registrata dal vivo a Berlino da Otto Klemperer nel 1950 con l’Orchestra della RIAS.

Everyone knows Mozart’s Symphony in G minor K550 n.40! Even those of my generation who are not familiar to classical music could own the “mythical” arrangement for moog synthesizer made by Wendy Carlos (Walter at this time) knew in the early 70s for the soundtrack of A Clockwork Orange directed by Stanley Kubrick.
Here, however, we are speaking of the other Symphony in G minor: the n.25 K183 an early work composed at the age of 17 years in 1773 (someone should explain to me, what Mozart’s composition is not youth in a broad sense, since he died at 35!)
With its tonality companion K183 shares a highly dramatic first movement which opens with an intense syncopated descending rhythm matched by an ascending broken theme from violins. The development is short with the oboe solo showing in a thematic form the same intervals of the debut syncopated accompaniment and the presentation of a rhythmic theme to the strings.
The second movement is a brief oasis of rest in which Mozart, however, continues to use the technique statement / response relationship between violins and bass (already widely used in the first movement) giving large space to the color of bassoons.
The third movement is a minuet which has little of graceful and gallant, but it seems rather a nightmare distorted memory of a court ball. Mozart delivere the Trio to the petulant color of the woodwinds trying to establish a lighter tone, but immediately removed from the comeback of the Minuet.
The last movement opens again with a quite dramatic theme (derived directly from the theme of the Minuet) proposed in piano by the violins and immediately replied with fierce intensity by the low strings seriously reinforced by the horns. Brief moments of relaxation are givento the listener at the appearance of the second theme, but it is an ephemeral and short break and the first theme returns in all its drama. From the development forward Mozart, however, does not give more rest to the listener and the music does not leave until the end its dramatic and broken march between the different orchestral sections.
Theperformance proposed above is one of the most beautiful of the discography conducted by Otto Klemperer with the Rias Orchestra of Berlin in 1950.

OttoKlemperer

RC

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