Cosa ascoltiamo? Una storia a puntate della registrazione (parte II): la registrazione elettrica e l’alba dell’ Alta fedeltà. What do you listen to? A serial history of the recording (Part II): electrical recording and the dawn of High Fidelity.

Il periodo tra la metà degli anni ’20 e la metà degli anni ’40 segna una serie di punti di svolta nella tecnica della registrazione e riproduzione musicale. Le ricerche effettuate nel corso della Prima Guerra Mondiale nel campo della radiotrasmissione rende possibile dal 1925 in poi la registrazione delle onde sonore attraverso un microfono che le trasforma in impulsi elettrici amplificandole. Adesso la gamma delle frequenze arriva addirittura ai 5000 Hz per il registro acuto, mentre la gamma bassa scende solo fino ai 100 Hz circa. Ma soprattutto è la fine dei minuscoli studi di registrazione dove solo poche persone potevano trovare posto: se nel 1924 Stokowski e Rachmaninov abortiscono una registrazione del Secondo Concerto per piano a pochi minuti dalla sua conclusione insoddisfatti dal risultato (il piano usato è solo un 3/4 di coda e l’orchestra è un gruppo da camera di una trentina di esecutori), nel 1929 tutti i 110 membri della Philadelphia Orchestra possono sedere nell’Academy of Music della città. Qui di seguito potete ascoltare due versioni del primo movimento della Quinta di Beethoven: la mitica registrazione 1913 di Artur Nikisch con i Berliner Philharmoniker (che secondo un critico italiano di qualche anno fa faceva apparire Beethoven un nibelungo sotto sforzo della musica piuttosto che un titano!) e una versione diretta da Felix Weingartner nel 1932.

The period between the mid-20s and mid-40s marked a series of turning points in the technique of recording and reproducing music. The research carried out during the First World War in the field of broadcasting makes it possible from 1925 onwards the recording of sound waves through a microphone which transforms them into electrical impulses and amplifying them. Now the frequency range goes so far as to 5000 Hz for the upper register, while the low range only falls to about 100 Hz. But above all it is the end of the tiny recording studios where only a few people could find a place: if in 1924 Stokowski and Rachmaninov choose to abort a recording of the Second Piano Concerto a few minutes after its conclusion dissatisfied with the outcome (the piano used was only a 3/4 tail and the orchestra was a chamber group of some thirty performers), in 1929 all 110 members of the Philadelphia Orchestra can sit in the Academy of Music of the city. Below you can listen to two versions of the first movement of Beethoven‘s Fifth: the legendary 1913 recording with the Berlin Philharmonic Orchestra conducted by Artur Nikisch (which according to an Italian critic a few years ago made Beethoven ​​look like a Nibelung under stress rather than a music titan! ) and a version directed by Felix Weingartner in 1932.

Il triennio compreso tra il 1929 e il 1931 vede l’ingegnere elettronico inglese Alan Blumlein sviluppare una testina di incisione a bobina mobile, ma soprattutto porre le basi della registrazione stereofonica. La leggenda vuole che il nostro, appassionato cinefilo, non sopportasse che la voce degli attori cinematografici provenisse sempre dallo stesso punto invece che seguirne la posizione sullo schermo. Le sue ricerche sviluppate all’interno dei laboratori EMI porteranno alla metà della decade a realizzare due film sperimentali in cui il suono riesce a seguire le immagini.
La metà degli anni ’30 vede anche un netto miglioramento della risposta in frequenza delle registrazioni che raggiungono gli 8000 Hz.
Contrariamente al credito popolare il film d’animazione Fantasia di Walt Disney non può propriamente essere ricollegato alla stereofonia, ma piuttosto direi che nella sua forma originale denominata Fantasound ha più a che fare con un tentativo assai creativo, ma ancora alquanto embrionale di multi-canale cinematografico in quanto prevedeva durante la proiezione in pubblico la presenza di tre canali frontali principali sinistro, centrale e destro, replicati a metà sala in funzione di “ambienza” con il canale centrale posto sul soffitto. Godetevi la “mitica” Danza delle ore di Ponchielli sempre divertentissima in questo video monofonico. Ascoltare qualcosa di simile alla registrazione originale non è molto facile e per quanto ricordo solo una pubblicazione internazionale del 1992 aveva tra i bonus una edizione in Cd della colonna sonora originale.
Walking Talking

The three year period between 1929 and 1931 saw the English electrical engineer Alan Blumlein develop a cutting head moving coil, but above all to lay down the foundations of the stereophonic recording. Legend tell that Blumlein, a passionate cinephile, could not stand the impression that the voice of film actors came always from the same point rather than follow the on-screen position. His research developed in EMI laboratories will lead to the middle of the decade to implement two experimental films in which the sound can follow the pictures.
The mid-30s also saw a marked improvement in the frequency response of the recordings that reach 8000 Hz.
Contrary to popular credit the animated film Walt Disney‘s Fantasia can not properly be reconnected to the stereo, but I would say that in its original form called Fantasound has more to do with a very creative attempt, but still somewhat embryonic, to provide a multi-channel film experience during the public screening. The effects were realizide by the presence of three main front channels, left, center and right replicated in the middle of the hall as “ambience” with the center channel on the ceiling. Enjoy the “legendary” Dance of the Hours Ponchielli‘s always funny in this video monaural. Listen to something similar to the original recording is not very easy, and as I recall only one international publication of 1992 had between the bonus a CD edition of the original soundtrack.

I due opposti fronti di guerra danno un nuovo forte impulso alla qualità delle registrazioni utilizzando ricerche compiute per scopi bellici da una parte e di propaganda dall’altra. Il nastro magnetico viene inventato da Fritz Pfleumer nel 1928, che elabora l’idea di un nastro di carta su cui dell’ossido di ferro può essere magnetizzato. Nel corso degli anni ’30 AEG per i sistemi di riproduzione e Basf per il supporto procedono segretamente negli studi permettendo alla fine della guerra di effettuare la prima registrazione audio stereofonica accreditata: il concerto Imperatore di Beethoven eseguito da Walter Gieseking e Artur Rother nel 1944 per la Radio del Reich.

The two opposing fronts give a new boost to the quality of the recordings using research carried out for war purposes on the one hand and propaganda on the other. The magnetic tape is invented by german Fritz Pfleumer in 1928, which develops the idea of a strip of paper on which the iron oxide can be magnetized. During the ’30s AEG for playback systems and BASF for the magnetic band proceed secretly in studies allowing the Radio of the Reich to make the first public stereo audio recording accredited at the end of the war: the Beethoven‘s Emperor concerto performed by Walter Gieseking and Artur Rother in 1944.

Gli inglesi invece si concentrano su microfoni e testine di registrazione per scopi puramente bellici. I microfoni servono a captare le differenze di suono tra i motori elettrici dei sommergibili tedeschi e di quelli alleati, mentre le testine servono a registrare al meglio le trasmissioni notturne degli incursori tedeschi. Questo permette di spingere la gamma alta delle frequenze dapprima fino ai 12000 Hz e dal 1945 a toccare i 15000. Qui possiamo ascoltare un estratto del Walzer dal Faust di Gounod diretto da Anatole Fistoulari con la National Symphony Orchestra.

The British instead focus on microphones and recording heads for war purposes only. The microphones are used to capture the differences in sound between the electric motors of the German submarines and those of the allies, while the heads are intended to record at the best the night broadcasts of German raiders. This allows the engineer to push the high range up to frequencies of 12000 Hz at the beginnin, and since 1945 to touch 15000. Here we can hear an orchestral excerpt from Faust by Gounod, directed by Anatole Fistoulari with the National Symphony Orchestra.

Siamo così giunti agli albori dell’Alta fedeltà moderna.

This brings us to the dawn of the modern concept of High Fidelity.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...