Cosa ascoltiamo? Una storia a puntate della registrazione (parte I): dagli albori alla registrazione acustica. What do you listen to? A serial history of the recording (Part I): from the dawn to the rise of acoustic recording.

In principio ci fu un ominide che si accorse che una tibia poteva essere usata per fracassare la testa a un altro essere vivente. Che dite? Troppo da lontano e troppo Kubrick (nella mia testa già risuona il tema di Così parlò Zarathustra)?

In the beginning there was a hominid that realized that a tibia could be used to smash the head of another living being. What do you say? Too far and too Kubrick (in my head already sounds echoes of Also Sprach Zarathustra theme)?

Va bene tralasciamo anche gli automi musicali e veniamo direttamente a noi. Si è sempre pensato che il primo a registrare la voce umana sia stato Thomas Alva Edison. In realtà la palma va di diritto a Édouard-Léon Scott de Martinville un editore parigino che nel 1857 brevetta il fonoautografo: una macchina concepita per rendere visibili le onde sonore incidendole su un foglio di carta annerito. La macchina era concepita solo per registrare e non per riprodurre, e quindi solo nel 2008 alcuni esperti del Lawrence Berkeley National Laboratory sono stati capaci di acquisire otticamente e processare i fonoautogrammi ritrovati. Il risultato ottenuto è il fantasma di voce che potete ascoltare qui di seguito. Non sappiamo a che velocità de Martinville facesse girare il suo marchingegno quindi non si può con sicurezza affermare se uomo o donna trattasi!
Phonautograph-cent2
Okay, allow me to skip also the musical automats and come directly to our topic. It was always thought that Thomas Alva Edison was the first to record the human voice. In fact, the victory goes right to Édouard-Léon Scott de Martinville a Parisian publisher who in 1857 patented the fonoautograph: a machine designed to make visible the sound waves recording them on a sheet of blackened paper. The object was designed to record only, not to play, for this reason only in 2008, some experts at the Lawrence Berkeley National Laboratory,have been able to acquire optically and process the fonoautogrammes found. The result is the ghostly voice that you can listen below. We do not know how fast de Martinville turn his gimmick so we cannot say for sure if a man or woman are singing!

Nel 1877, come sappiamo, Edison brevetta il fonografo: un cilindro a manovella su cui viene posto un foglio di stagnola che viene inciso o riprodotto da due differenti “puntine”. La qualità audio è piuttosto bassa, ma le basi sono poste. Il primo grande miglioramento dell’attrezzo avviene pochi anni dopo ad opera di Chichester Bell (fratello del più celebre Alexander Graham) che comincia a registrare su cilindri ricoperti di cera. Qui ascoltiamo e vediamo in azione un Graphophone costruito dai laboratori Bell che suona qualcosa di assomigliante alla Marsigliese in un rullo del 1897.
476px-Edison_and_phonograph_edit3
In 1877, as we know, Edison patented the phonograph: a crank cylinder on which is placed a sheet of aluminum foil that is recorded or reproduced by two different “pins”. The audio quality is rather low, but here laid the basics of recording industries. The first major improvement of the tool takes place a few years later thank to Chichester Bell (brother of the more famous Alexander Graham) that starts recording on cylinders covered with wax. Here we hear and see in action a Graphophone built by Bell Labs that sounds something resembling a roll of the Marseillaise recorded in 1897.

Il tedesco Emile Berliner dal canto suo dopo aver lavorato per i Bell prosegue i suoi studi e nel 1888 brevetta il grammofono a disco. Il cilindro suona meglio almeno all’inizio, ma non può essere riprodotto in molte copie senza perdere di qualità, e la sua durata è drammaticamente inferiore: poco più di due minuti. I primi dischi sono prodotti in vari materiali, ma soprattutto in gomma rigida e successivamente nella più fragile gommalacca. Sappiamo alla fine chi ha vinto.
All’inizio del secolo la situazione è questa: le macchine di riproduzione stanno cercando di affrancarsi dalla distribuzione nei negozi di giocattoli, mentre i dischi vengono venduti principalmente negli alberghi in distributori automatici.
318px-Emile_Berliner_with_phonograph
The German Emile Berliner after a period spent working for Bell continued his studies and in 1888 patented the Gramophone disc. The cylinder sounds better at least initially, but may not be reproduced in many copies without losing quality, and its duration is dramatically lower: just over two minutes. The first discs are produced in various materials, but especially in hard rubber and subsequently in more fragile shellac. We know who won in the end.
At the beginning of the century, the situation is this: the reproduction machines are trying to free themselves from the distribution in toy stores, while discs are mainly sold through vending machines in hotels.

Facciamo il punto sulla tecnica: la registrazione acustica praticata fino al 1925 permette di riprodurre frequenze tra i 160 e i 2000 Hz circa (l’orecchio umano “sente” suoni dai 20 ai 20.000 Hz), con una forcella dinamica assai limitata dal rumore di fondo del supporto. La scarsa dimensione degli ambienti di registrazione predilige musica vocale leggera e classica o piccole formazioni strumentali, preferibilmente a fiato perché gli strumenti ad arco non vengono ben catturati dai coni su cui i tecnici di registrazione dell’epoca spesso pongono avvolgimenti di elastico per evitare l’effetto tintinnio.
Gli strani strumenti ad arco dotati di cono che si vedono nell’immagine, infatti sono i famosi Violini di Stroh utilizzati all’epoca per ovviare in qualche modo ai limiti tecnici della registrazione acustica.
1924_Victor_Orchestra_Acous
Allow me to emphasize some technique point: the acoustic recording practiced until 1925 allows to reproduce frequencies between 160 and 2000 Hz or so (the human ear “hears” sounds from 20 to 20,000 Hz!), with a very limited dynamic fork due the background noise of the support. The limited size of the recording environments prefers vocal music and classical or small instrumental groups, preferably wind because the string instruments are not well captured by the cones on which the techincian of the time often placed elastic’s windings to avoid the clinking.
The strange stringed instruments equipped with a cone that you see in the image, in fact, are the famous violins of Stroh used at that time to address in some way to the technical limitations of acoustic recording.

Qui ascoltiamo uno dei primi best seller dell’epoca il Vesti la giubba da I Pagliacci registrato nel 1902 da Enrico Caruso a Milano.
Here we listen to one of the first best seller of the time: Vesti la Giubba da I Pagliacci recorded in Milan 1902 by Enrico Caruso.

RC

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...