Direzione d’orchestra: oltre il mito…. la tecnica/ Conducting: beyond the myth …. the technique

Nonostante il tempo dei grandi dittatori d’orchestra sia finito il mito dell’uomo in comando assoluto resiste ancora almeno in parte agli occhi dello spettatore. Il mio scopo questa volta è farvi spiare dal buco della serratura quello che vedono e pensano gli orchestrali degli uomini che stanno in piedi di fronte a loro per dirigerli.
Partiamo innanzitutto da un presupposto: l’unico musicista che effettivamente non suona in pubblico alcuno strumento è il direttore d’orchestra. Non è un dato superfluo! Pensateci: un violinista, un pianista, o qualsiasi altro strumentista non può barare più di tanto. Sue sono le mani che toccano la “tastiera” e, quindi, suoi gli eventuali errori. Per questo il pubblico quando si accorge che l’orchestra sta sbagliando qualcosa immediatamente da la colpa a quest’ultima senza pensare che un’orchestra non è fatta per suonare da sola e che il più delle volte è il direttore a trarla in inganno facendo “le onde con i diti”. Le onde con i diti: questo è il modo con cui mi diverte definire quei gesti direttoriali che in realtà si rivolgono al pubblico piuttosto che all’orchestra! Non aspettatevi che ora mi metta a fare nomi di fieri e riconosciuti sbacchettatori del podio. Il mio scopo è di insegnarvi a riconoscerli.
Cominciamo dalle regole di base la mano destra batte il tempo (a parte quando si ha la sfortuna di essere mancini, perché gli orchestrali cercheranno sempre di guardare la mano sbagliata!) nella maniera più chiara e lineare possibile. La mano sinistra si occupa di indicare le entrate e suggerire l’espressione. Gli occhi, possibilmente, scrutano l’orchestra per aiutare, incoraggiare, censurare e in generale cogliere in anticipo nello sguardo degli orchestrali preoccupazioni riguardo a ciò che sta per accadere. Questo video dei Quadri di Mussorgskij diretti da Celibidache linkato qui di seguito è straordinariamente esemplificativo. Innanzitutto osservate l’ampiezza e la precisione del levare che Celibidache “offre” alla tromba solista (il gesto verso l’alto che compie prima che la musica cominci). E’ il gesto più importante di tutti perché contiene un informazione essenziale per l’orchestra: qual è il tempo a cui il direttore vuole che tutti suonino. A 0:19 altro levare per invitare gli altri strumentisti ad unirsi al solista. Cosa stiamo imparando? Che se un direttore non è in anticipo sull’orchestra vuol dire che la sta seguendo, non la sta dirigendo!!!
L’indice della mano sinistra puntato pochi secondi dopo serve a ricordare agli ottoni di accompagnamento che devono seguire la tromba solista e la mano aperta in segno di “stop” richiede agli stessi di contenere il proprio suono. C’è da dire che a 0:48 prende in maniera abbastanza sportiva (per essere Celibidache) l’errore d’emissione del solista! Tra 0:52 e 0:55 Celibidache guida una breve forcella di crescendo diminuendo con un leggero inchino del corpo, mentre le mani sottolineano l’andamento anticipando il tutto con un gesto prima più ampio e subito dopo più contenuto. Da 1:03 il primo piano ci offre lo spettacolo dello sguardo! Fate attenzione con quanto anticipo comincia a scrutare la sezione che di lì a poco deve suonare.

Despite the time of the great dictators of the orchestra is finished the myth of the man in absolute command still exists at least to the spectator. My goal this time is to allow you to spying through the keyhole what the player see and think about the men who stand in front of them to conduct them.
First, let’s start from a premise: the only musician that actually does not sound any instrument in public is the conductor. this is not a superfluous statement! Think about it: a violinist, a pianist, or any other instrumentalist can not cheat that much. The hands that touch the “keyboard” are “his” and, therefore, its errors. For this reason the public when realizes that the orchestra is doing something wrong blame immediately the players without thinking that an orchestra is not made to play without a guidance and that most of the times is the director to draw her into mistakes “waving with the fingers”. Waving with the fingers: this is the way I enjoy to define those gestures that actually cater to the public rather than to the orchestra! Do not expect that now I start naming all the names of proud and recognized “sbacchettatori” on the podium. My goal is to teach you to recognize them.
Let’s start with the basic rules right hand beats the time (except when you have the misfortune to be left-handed, because the musicians will always try to look at the wrong hand!) as clear and straightforward as possible. The left hand is in charge of give the entrance and suggest the expression. The eyes, if possible, scan the orchestra to help, encourage, censor, and in general to understand early in the eyes of the orchestra concerns about what is going to happen. This video of Mussorgsky‘s Pictures under the direction of Sergiu Celibidache linked below is extraordinarily explicative. First look at the breadth and precision of the upbeat that Celibidache “offers” the trumpet solo (the upward motion that accomplishes before the music starts). It’s the most important gesture of all because it contains an essential information for the orchestra: what is the time at which the director wants to hear everyone play. At 0:19 another upbeat is set to invite others winds to join the solo instrumentalist. What are we learning? That if a director is not in advance that means he is following the orchestra, not heading her!
The left index finger pointed to a few seconds later serves to remind the brass accompaniment must follow the solo trumpet and the open hand as a sign of “stop”, a few bars later, requires the same to contain their own sound. It must be said that at 0:48 thenconductor takes quite fresh minded (we are talking about Celibidache!) the failure note of the soloist! Between 0:52 and 0:55 Celibidache driving a short hairpin crescendo and diminuendo with a slight bow of the body, while the hands underline the trend anticipating all with a gesture before wider and more content soon after. From 1:03 on the video offers us the spectacle of Celibidache’s sight! Be careful how far in advance the conductor scrutinize the section that shortly thereafter should begins to play.
A 8:44 vedendo da lontato il gesto che guida il crescendo e il diminuendo orchestrale aumentando e diminuendo l’ampiezza diventa ancora più comprensibile.
At 8:44 looked from some distance the gesture that drives the orchestral crescendo and diminuendo increasing and decreasing its amplitude becomes even more understandable.

Abbiamo appena visto un direttore che dirige come un libro stampato e qui di seguito ci colleghiamo invece con un direttore dal gesto assolutamente da non imitare come quello “evocativo” di Georges Pretre.
Dopo aver studiato Celibidache abbastanza nel dettaglio immediatamente vi salteranno agli occhi una serie di differenze: il braccio destro di Pretre non è completamente devoto all’indicazione del tempo, ma molto spesso viene coinvolto nell’indicazione espressiva, gli occhi sono frequentemente chiusi e la mimica del corpo molto indirizzata a evocare sentimenti. Si tratta di una gestualità rischiosa, perché richiede una grande cooperazione da parte dell’orchestra per garantire l’insieme.
Se praticata da un direttore di grande esperienza e comunque “capace” di gestire anche in maniera più tradizionale l’orchestra questo non è un problema , ma se praticata da un giovane inesperto….
o da un direttore sedicente…. il disastro è assicurato.

We have just seen a director who conduct like a written book, and below we connect instead with a conductor with a gesture really “evocative” like Georges Pretre. A conductor you should absolutely avoid the imitation.
After studying Celibidache in enough detail to learn the basic rules, it will immediately jump to yours eyes a number of differences: the right arm of Pretre is not completely devoted to the indication of the time, but very often gets involved in the indication of expression, the eyes are often closed and the body mimicry is very addressed to evoke feelings. It is a risky way of gesture, because it requires a great cooperation from the orchestra to ensure the togetherness.
If practiced by a director with extensive experience and still “capable” of conducting the orchestra even in a more traditional way this is not a problem, but if practiced by a young inexperienced conductor….or by a self-styled director …. the wreck is assured.

Spesso nei commenti a fine concerto capita di sentire commenti del tipo: “Che bravo, hai sentito che tempo ha preso in quel Presto!”. In realtà è molto più facile dirigere un movimento veloce dove una volta dato l’attacco si va avanti compatti fino alla fine, piuttosto che un lungo adagio bruckneriano o mahleriano. Quello che avete appena ascoltato è uno sfoggio di virtuosismo orchestrale! Se dovete veramente capire quanto sia abile un direttore dovete imparare a riconoscere i momenti quando il suo apporto è veramente importante come nel caso di improvvise fermate e ripartenze o di continui cambi di tempo come nel caso del terzo movimento della Nona di Beethoven che qui possiamo vedere diretto da Bernstein un direttore in buon equilibrio tra precisione tecnica ed espressività direttoriale.

Often in the conversations at the end of the concert happen to hear comments like: “How wonderful, did you hear the speed he performed the Presto.” It is actually much easier to manage a fast movement where once you give the start everything goes on straight until the end, rather than a long Bruckner or Mahler’s Adagio. What you just heard is a display of orchestral virtuosity! If you need to really understand how skillful a conductor is, you must learn to recognize the moments when its contribution is very important as in the case of sudden stops and starts or frequent changes of time as in the case of the third movement of Beethoven’s Ninth that here we can see directed by Leonard Bernstein a conductor in good balance between technical precision and expressive conducting.

RC

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