Così vuoi capire cos’è una fuga? (Parte III) / So you want to understand a fugue? (Part III)

La fuga non è molto differente rispetto al canone come concetto di base è solo più complessa per certi aspetti. Raggiunge lo status di forma stabilita intorno alla metà del ‘600 e, almeno all’inizio, ha una destinazione strettamente strumentale. Rispetto al canone ha una struttura in tre parti esposizione, svolgimento e stretto. Dato un tema iniziale (il soggetto) la fuga possiede anche un secondo tema detto contro-soggetto che lo accompagna. L’esposizione termina quando tutte le voci (ricordate il video del Contrappunto I) hanno esposto il tema iniziale. Da qui in avanti i compositori possono cominciare a giocare in maniera contrappuntistica con il materiale creato. Generalmente si prende qualche porzione del tema e si comincia a rimbalzarla tra le voci navigando allegramente e liberamente all’interno delle varie tonalità fino a quando fatta perdere la bussola al povero ascoltatore si attua una breve ri-esposizione del tema principale per poi buttarsi a capofitto in un nuovo divertimento seguito eventualmente da nuova ri-esposizione. Tutto questo può andare avanti fino a quando la fantasia sorregge l’autore e la pazienza dell’ascoltatore sopporta stoicamente l’essere sballottata in giro per le tonalità. Il colpo di grazia al povero ascoltatore lo dà lo stretto finale quando il compositore crea una sorta di zuffa conclusiva tra le voci facendo esporre il soggetto nella forma più concisa possibile creando un effetto rissa orgiastica che può andare avanti per tutto il tempo che il compositore ritiene necessario a “terminare” esecutore/ i, ascoltatori e la propria creatività.

The Fugue is not very different from the canon as a basic concept, only has a musical structure more complex in some respects. It reaches the status of an established form in the mid of 1600 and, at least initially, was strictly instrumentally intended. Compared to the Canon the Fugue has a three-part structure: esposizione, svolgimento and stretto. Given an initial theme (the subject) the Fugue has also a second theme called counter-subject that accompanies it. The exposition end when all the voices (remember the video of Counterpoint I) has exhibited the initial theme. From here on, the composers can begin to toy, in counterpoint style, with the material he created. Generally it takes some portion of the theme and begin to rebound it browsing among the voices happily and freely within the various tone until the poor listener lose his bearings. At this moment the composer place a short re-exposure of the main theme and then plunge headlong in a new fun might be followed by new re-exposure. All this can go on as long as the imagination sustains the author and the listener stoically endures being tossed around through the tonalities. The coup de grace to the poor listener is given by the final stretto when the composer creates a sort of last battle between the voices by exposing the subject in the most concise possible way, creating an orgiastic brawl that can go on for as long as the composer believes it need to “finish” executor/ s, listeners and his creativity.

Per gli ascolti cominciamo dal solito gioco grafico sulla famosissima e cinematografica Toccata e Fuga in re minore BWV565 di Bach. Di Bach? Sia detto tra di noi non è sicuro che questa fuga sia del nostro: non esiste un manoscritto originale di mano del compositore, ma solo copie che ne attribuiscono a lui la paternità. A parte questo, resta il fatto che tutti i musicologi sono concordi a ritenere che questa non sia un’opera originale per organo, ma una trascrizione a causa della sua scrittura peculiare. Detto questo mettiamo dei punti di riferimento per non perderci. Tutta la parte iniziale è la Toccata introduttiva. La Fuga comincia a 2:40 circa. Dopo l’esposizione delle prime due voci Bach fa una piccola coda (2:52) prima di tornare a concludere l’esposizione con la terza voce (da 3:03 dotata di coda) e quarta voce (3:35). Dopo una breve riesposizione del tema cominciamo a “divertirci” da 3:57 in avanti. A 4:24 una breve citazione del soggetto porta a una nuova serie di divertimenti la cui scrittura si ad arpeggi farebbe pensare a una destinazione originale per uno strumento melodico come il violino piuttosto che a uno polifonico come l’organo o il cembalo. Anche la conclusione è poco canonica, perché al posto di una serie di stretti l’autore dopo un accordo sospeso conclude con una serie di variazioni che si rifanno più alla toccata d’inizio piuttosto che alla fuga (da 7:03).

We’ll start to listen music from a graphic game on the famous (do you remember Fantasia?), Toccata and Fugue in D minor BWV565 Bach. Bach? Let it be said between us is not sure that this Fugue was written by him: there is no original manuscript of the composer’s hand, but only copies that ascribe to him the authorship. Apart from this, the fact remains that all musicologists agree to believe that this is not an original work for organ, but a transcription because of its peculiar writing. Having said that we reference to some timing points to don’t get lost. The whole first part is the introductory Toccata. The Fugue starts at 2:40 or so. After the exposure of the first two entries Bach write a small coda (2:52) before returning to conclude the exposure with the third voice (from 3:03 with tail) and fourth voice (3:35). After a brief restatement of the theme we begin to “have fun” as 3:57 onwards. At 4:24 a short quote of the soggetto lead to a new range of divertimenti whose writing in arpeggios would suggest an original destination by amelodic instrument like the violin rather than a polyphonic one as the organ or harpsichord. Even the conclusion isn’t canonical, because instead of a series of strettos the author after a suspended chord concludes with a series of variations that refer more to the Toccata style rather than to Fugue (from 7:03).

Il secondo ascolto che vi propongo è invece uno dei vertici dell’arte contrappuntistica bachiana la Passacaglia e Fuga in Do minore BWV582. Si tratta di una lavoro colossale che si apre con una Passacaglia (composizione dove su un basso sempre uguale vengono realizzate una serie di variazioni di un tema), e si sviluppa con una doppia fuga, ovvero una fuga dove interagiscono due soggetti. Il risultato è un vero e proprio Maelstroem sonoro e armonico. La potete ascoltare qui nell’originale organistico, oppure in una trascrizione orchestrale del compositore italiano Ottorino Respighi.

The second listen that I propose is instead one of the summits of Bach’s counterpoint art: Passacaglia and Fugue in C minor BWV582. This is a colossal work that opens with a Passacaglia (a composition based on a series of variations on a theme posed on a bass line always the same), and is developed with a double fugue (a fugue written on two different subjects). The result is a real sound and harmonic’s Maelstroem. You can listen here in the original organ version, or in a orchestral transcription by the Italian composer Ottorino Respighi.

Una risposta a “Così vuoi capire cos’è una fuga? (Parte III) / So you want to understand a fugue? (Part III)

  1. la spiegazione è chiara ma il tema molto complesso e alla fine della fuga…..quasi mi viene voglia di fuggire

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