Così vuoi capire cos’è una fuga? (Parte II) / So you want to understand a fugue? (Part II)

La storia della Fuga comincia nel XIV secolo (Ars Nova) con il fiorire della musica contrappuntistica a più voci. Non dovete pensare che all’epoca la musica avesse la stessa scrittura ad accordi e seguisse le regole dell’armonia (che oggi anche una cantautrice “istintiva” come Taylor Swift segue), ma i compositori sovrapponevano diverse linee melodiche nota per nota (contrappunto, per l’appunto) creando di fatto accordi che solo nel corso dei due secoli successivi riceveranno una regola che ne sancisce i rapporti reciproci.
In fondo che altro potevano fare i musicisti del tardo medioevo nelle lunghe, buie e fredde notti se non baloccarsi con dei temi musicali? Trivial Pursuit o Monopoli mica li avevano ancora inventati! E nemmeno Guitar Hero o il Karaoke! Allora: prendevi un tema e lo suonavi e poi lo facevi ripetere uguale a poche battute di distanza da un tuo amico e magari anche da un terzo facendo in modo che tutti si finisse insieme. Se poi sotto ci si mette un quarto amico, ostinato ma un po’ incapace e gli si insegna a fare per tutto il tempo le stesse otto note otteniamo il famosissimo Canone di Pachelbel (siamo però già arrivati in pieno Rinascimento).

The story of the Fugue begins in the fourteenth century (Ars Nova) with the flourishing of contrapuntal music for many voices. Do not think that at the time the music had the same chords writing and follow the rules of harmony (which now also a singer-songwriter “instinctive” as Taylor Swift below), but the composers overlapped several melodic lines note for note (counterpoint, to be precise) effectively creating chords that only in the course of the next two centuries will receive a rule that establishes their mutual relations.
After all, what else could they do the musicians of the late Middle Ages, during the long, dark and cold nights if they do not toy with musical themes? Trivial Pursuit or Monopoly didn’t even exist! And neither Guitar Hero or Karaoke! Then: you took a theme and you played and then ask to your friend to repeat it the same as you did a few lines away and maybe even by a third mutual friend trying to doing so ending up together. And if they put in a fourth friend, the one a little stubborn and quite bumbling and taught him to do all the time the same eight notes we get the famous Pachelbel’s Canon (though we already arrived in the Renaissance).

Se invece il gruppo di allegri cantori con cui dividevi il tuo tempo era formato da gente veramente tosta potevi anche divertirti a modificare le entrate seguenti magari facendole cantare più lentamente (aggravamento) o più velocemente (diminuzione) oppure facendo eseguire il tuo tema al contrario o rovesciato come in uno specchio. Il massimo della libidine era cantare un tema su parole che contenessero un indovinello la cui soluzione indicava agli altri come procedere nella musica (Canone enigmatico). Qui di seguito potete ascoltare il Deo Gratias di Ockeghem (al culmine della polifonia fiamminga) a 36 parti reali: della serie più si è più ci si diverte!

If the band of merry singers with whom shared your time was made up of people really tough, you could also enjoy to change the following repeatition maybe making them sing more slowly (aggravation) or faster (decrease) or by running your own theme backwards or overthrown it as in a mirror. The maximum of lust was singing a theme putting on it words that contain a riddle whose solution showed others how to proceed in the music ( Enigmatic Canon). Below you can listen to Ockeghem Deo Gratias (at the top of flemish polyphony)written in 36 real parts: because more you are the more you have fun!

Abbiamo ascoltato, abbiamo spiegato, ma non è che si sia capito molto: servirebbe leggere una partitura. Ma non tutti sanno leggere una partitura. Fortunatamente su you tube c’è il signor Andy Fillebrown che ha postato una serie di video grafici molto “didattici” e di effettivo aiuto in questo senso. Quello che vi propongo riguarda il Contrappunto I dell’Arte della Fuga di Bach.
Il cerchio esterno che vedete rappresenta l’altezza delle note (una tastiera di pianoforte per intenderci), i numeri che scorrono nella parte superiore sono quelli delle battute che compongo il brano, mentre le scie luminose di diversi colori che fuggono dal centro sono la rappresentazione grafica delle quattro voci che costruiscono questo contrappunto.

We listened, we have explained, but to really understood it would read a score. But not everyone knows how to read a score. Fortunately on you tube there is Mr. Andy Fillebrown who posted a series of video graphics very “educational” and effective in this regard. Teh one I propose concerns Counterpoint I from The Art of Fugue by Bach.
The outer circle you see is the pitch of notes (a piano keyboard for instance), the numbers that run at the top of the jokes are those that compose the piece, while the light trails of different colors fleeing from the center are the representation graphic of the four entries that build this counterpoint.

E domani: Fuga!
Tomorrow: Fugue!

RC

Una risposta a “Così vuoi capire cos’è una fuga? (Parte II) / So you want to understand a fugue? (Part II)

  1. A proposito dell’ “Arte della Fuga”, sottopongo all’attenzione degli amici di Riccassani due commenti postati su Diesis&Bemolle, con particolare riferimento al completamento del Contrapunctus XIV.
    http://diesisebemolle.wordpress.com/2008/06/02/bach-larte-della-fuga/#comments

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