Il problema non è la musica, ma le etichette che le attacchiamo/ The problem is not the music, but the labels that we attach it.

E’ sempre stato così, ma negli ultimi anni le ragioni del marketing internazionale hanno reso ancora più evidente il problema! Per essere facilmente vendibile il prodotto musicale deve essere “etichettato” come una marmellata in modo che il potenziale acquirente sappia in anticipo quello che compra. Se da una parte questo può rendere più facile la vita a entrambe le parti, dall’altra livella le individualità artistiche che faticano a rientrare in una categoria definita. A 3 anni avevo un mangiadischi in cui infilavo una serie di 45 giri che spaziavano dalla Cavalcata delle Walkirie di Wagner a In ginocchio da te di Gianni Morandi passando per Strangers in the night di Frank Sinatra e Bix Beiderbeck con la sua cornetta. Nessuno all’epoca mi ha mai parlato di una differenza di genere e io sono cresciuto fino agli anni della scuola nella beata “ignoranza”. Ammetto di avere avuto i miei periodi di intransigenza, ma con l’avanzare dell’età e la “saggezza” derivante (l’incontro con mia moglie musicologa e giornalista ha aiutato) ho ricominciato a praticare con maggiore assiduità anche gli altri “generi”.
I miei gusti sono talvolta assai “perversi”, almeno secondo mia moglie, ma la musica è sempre e solo musica e piace o no!
Qui di seguito inserisco due link veramente interessanti dedicati a un’intervista al soprano americano Eileen Farrell celebrata in campo operistico per le sue interpretazioni wagneriane, verdiane e pucciniane, ma molto a suo agio anche nel jazz praticato da lei sia dal vivo che in studio fino quasi alla scomparsa avvenuta nel 2002. Mi spiace che sia solo in inglese senza sottotitoli, ma spero che riusciate a comprendere lo stesso il concetto base: canto tutto quello che mi piace e odio che dicano che sono la regina del crossover!

It ‘s always been that way, but in recent years the needings for the international marketing have made even more evident the problem! To being easily sell the musical product should be “labeled” as a jam so that the potential buyer know in advance what they are going to buys. On one hand this can make life easier for both parties, on the other this policy levels the artistic individualities who are struggling to fit into a defined category. When I was three years old I had a portable “pop up” record player where I used to play a series of 45s that ranged from Ride of the Valkyries by Wagner to In ginocchio da te by Gianni Morandi through Strangers in the Night by Frank Sinatra and Bix Beiderbeck with his cornet. No one at the time explain me anything about differences within the type of music and I grew up to the years of school in blissful “ignorance.” I admit I have had my periods of intransigence, but with age and “wisdom” (the meeting with my wife musicologist and journalist helped) I started to practice more diligently the other “genres” .
My tastes are sometimes very “perverse”, at least according to my wife, but the music is always and only music and you may like it or not!

Below I put two links really interesting devoted to an interview with the American soprano Eileen Farrell celebrated in opera for his interpretations of Wagner, Verdi and Puccini. But she was also very at ease in jazz that she practiced both live and in the studio until almost to death in 2002. The basic concept, besides the way to sing is: I sing everything that I like and hate who say that I am the queen of crossover!

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