Post per appassionati di lungo corso (PARTE I): Furtwaengler e De Sabata interpreti

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Monaco febbraio 1906 e Milano 1904, 30 novembre 1954 e 26 settembre 1953: ecco le coordinate temporali delle carriere artistiche di Wilhelm Furtwängler (Berlino 1886) e Victor De Sabata (Trieste 1892), dal debutto sul podio (a capo della Filarmonica di Monaco il primo e di un’orchestra di dilettanti il secondo), al termine delle carriere, a causa rispettivamente della polmonite che porterà alla morte il Maestro tedesco e di un infarto che renderà invalido il Maestro italiano (muore a S. Margherita Ligure nel 1967). In effetti è sempre molto facile rilevare a posteriori elementi di contatto tra personalità artistiche che hanno condiviso lo stesso spazio di tempo e di luogo, col risultato spesso di trovare analogie dove forse si dovrebbero individuare profonde differenze. Nel caso dei due musicisti che tratteremo in questo breve saggio, lo scopo sarà proprio quello di evidenziare quanto, nonostante una certa contiguità culturale (il clima mitteleuropeo è ancora forte nella Trieste d’inizio secolo), le diverse influenze musicali subite differenzino lo stile compositivo e interpretativo di Furtwängler da quello di De Sabata, e di come, per entrambi, il modo di comporre e il modo di dirigere si influenzino vicendevolmente, in un gioco di rimandi che, speriamo, alla fine approfondirà la nostra conoscenza di queste due importanti figure d’artista.

Furtwängler/ De Sabata e il Preludio e Morte del Tristano e Isotta

Cominciamo dall’ascolto comparato di due esecuzioni del Preludio e Morte del Tristano e Isotta di Wagner registrate da entrambi con i Berliner Philharmoniker nel febbraio del 1938 (Furtwängler) e nell’aprile del 1939 (De Sabata). La durata complessiva similare (18’08” per Furtwängler e 18’01” per De Sabata) non deve trarre in inganno: le scelte agogiche dei due interpreti sono molto dissimili sia nelle macro strutture (il solo Preludio dura 11’11” con Furtwängler e 10’35” con De Sabata), che nelle micro strutture (le 11 battute della Morte d’Isotta, dall’inizio fino all’Etwas bewegter, per esempio, durano 1’16” col tedesco e 1’26” coll’italiano!).

Anche il suono ottenuto dalla compagine berlinese è quanto mai diverso: De Sabata, cercando un suono terso e trasparente che evidenzi il contributo delle singole famiglie strumentali al suono complessivo, (i timbri dell’orchestra wagneriana derivano spesso dalla fusione del suono di più strumenti), ottiene colori di inaudita raffinatezza e forcelle dinamiche più ampie del rivale tedesco. Dal canto suo Furtwängler, meno propenso alla ricerca di una definizione timbrica dei particolari, ottiene sonorità più massicce e grandiose, di forte impatto emozionale, ma meno dettagliate.

Dettagli e visione generale.

Scendendo ulteriormente nel dettaglio: già dalle prime 15 battute (dedicate da Wagner all’esposizione del “Tema del desiderio”) del preludio, si evidenziano le prime vistose differenze tra le due visioni interpretative. Il colore orchestrale di De Sabata è inizialmente più sommesso (lo spettro dinamico parte da un pianissimo alla soglia dell’udibilità) e timbricamente più definito, mentre l’anelito del desiderio (nel rispetto del segno) viene a intensificarsi progressivamente seguendo fedelmente la scrittura predisposta dallo stesso Wagner; Furtwängler, dal canto suo, diminuendo la durata delle fermate tra le varie esposizioni del tema (è evidente che il Maestro tedesco in quei momenti cessa di “battere” il tempo), “carica” le pause di una tensione che, di fatto, spinge tutta l’introduzione verso la seguente esposizione del “Tema dello sguardo”, evidenziando, fin dalle prime battute, una visione del tempo come funzione spaziale (in questo caso psicologica), piuttosto che come scansione ritmica. La differenza di tempo in queste prime battute dimostra in maniera evidente la differenza di approccio: 2:15 per De Sabata contro 1:47 per Furtwängler.
Altro passaggio significativo del Preludio è la sezione centrale con il suo lungo e progressivo crescendo prima del brusco ritorno al “Tema dello sguardo”. I ruoli qui si invertono: dove Furtwängler intraprende un cammino di espansione sonora e temporale che sembra suggerire l’ineluttabilità di un destino superiore o comunque esterno ai due protagonisti(da 6:25 a 8:19 del video), De Sabata con la sua accelerazione del tempo punta piuttosto a indicare l’anelito consapevole dei due protagonisti verso la Morte d’amore(da 6:08 a 7:33 del video).

Passando oltre ulteriori dettagli, quello che risulta evidente dall’ascolto integrale delle due esecuzioni è la netta differenziazione dei due stili interpretativi. De Sabata, illuminando con sottolineature incendiarie i dettagli particolari, fa in modo che questi donino il proprio significato alla narrazione complessiva senza, però, abdicare alla necessaria coerenza strutturale. Furtwängler, invece, procedendo per moto opposto, lascia che sia il pensiero unificatore derivato dalla comprensione globale dell’opera a informare di sé i dettagli, che vengono così “ridotti” a un denominatore unico.
Il seguito domani nella categoria compositori.

POST FOR VERY EXPERIENCED LOVERS (PART I):

WILHELM FURTWÄNGLER AND VICTOR DE SABATA PERFORMERS AND COMPOSERS

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Monaco February 1906 and Milan 1904, November 30, 1954 and September 26, 1953 here is the temporal coordinates of artistic careers of Wilhelm Furtwängler (Berlin 1886) and Victor De Sabata (Trieste 1892), from the debut on the podium (at the head of the Monaco Philharmonic the first one, on the podium of an amateur orchestra the second) to the end of their careers, respectively, due to pneumonia leading to death (the German maestro) and a heart failure that will disable to perform the Italian maestro (he died in Santa Margherita Ligure in 1967). In fact it is always very easy to detect a posteriori elements of contact between artists who have shared the same space of time and place, with the result to often find analogies where perhaps you should find profound differences. In the case of the two musicians who will be covered in this short essay, the aim will be to show that, despite some cultural contiguity (the central Europe culture is still strong in Trieste at the beginning of the century), how the differet musical influences suffered in youth, differentiate the compositional style and interpretation of Furtwängler from the one’s of De Sabata. At the end of this essay, I hope will be clear also, how the way of composing and to conducting direct influencing one another in a game of references which I hope will eventually deepen our understanding of these two outstandings artistic figures.

Furtwängler / De Sabata and Tristan and Isolde’s Prelude and Death of Isolde

We begin with a compared listening of two versions of the Prelude and Death of Wagner’s Tristan und Isolde recorded both with the Berlin Philharmonic in February 1938 (Furtwängler) and April 1939 (De Sabata). Don’t be fooled by the similar total duration (18’08 “to 18’01 and Furtwängler” for De Sabata): the agogic choices of the two interpreters are very different both in macro structures (the Prelude only lasts 11’11 “with Furtwängler and 10’35 “with De Sabata), which in micro-structures (the 11 bars of the Death of Isolde, from the beginning until the Etwas bewegter, for example, lasts 1’16” with the German and 1’26 with the Italian!).

The sound obtained by the Berliner Philharmoniker is very different: De Sabata, looking for a clear and transparent sound that highlights the contribution of individual families instrumental to the overall sound (the Wagnerian orchestral timbres are often derived from the fusion of sound of several instruments), gets colors of unprecedented sophistication and forks broader dynamics of German rival. For its part, Furtwängler, less inclined to search for a definition of the particular timbre, gets a sound more massive and grand, with a strong emotional impact, but less detailed.

Going further into detail: from the very first 15 bars of the prelude (dedicated by Wagner to the exhibition of the “theme of desire”), we first highlight the major differences between the two interpretative visions. De Sabata’s orchestral color is initially more subdued (the dynamic range start from a pianissimo to the threshold of audibility) and tonally more defined, and the longing of desire (according to the sign) is to escalate progressively faithfully following the writing prepared by Wagner himself. Furtwängler, on the other hand, decreasing the duration of the stops between the various exhibitions of the theme (it is clear that the German master in those moments cease to “beat” the time) and charging with anguish the breaks, push in this way all the introduction to the following appareance of the “theme of the eye”: highlighting, right from the start, a vision of time functioning as space (in this case psychological), rather than rhythm. The time difference in these first bars demonstrates an obvious difference in the approach: 2:15 for De Sabata, against 1:47 for Furtwängler.
Another significant highilight is the central section of the Prelude, with its long and gradual crescendo before the sudden return to the “theme of the eye”. The roles here are reversed: where Furtwängler embarks on a journey of sound and temporal expansion which seems to suggest the inevitability of a higher destiny or otherwise external to the two protagonists (from 6:25 to 8:19 of video), De Sabata with its acceleration time point rather to indicate the yearning aware of Tristan and Isolde to the death of love (from 6:08 to 7:33 of video).

Moving beyond further details, what is clear from a complete listening of the two executions is the strong difference between the two styles of interpretation. De Sabata, illuminating with incendiary underscores the fine details, makes sure that they give of their significance to the overall picture without, however, abdicate the necessary structural coherence. Furtwängler, however, proceeding to opposite motion, let it be the unifying thought derived from the overall understanding of the work to inform him of the details, which are thus “reduced” to a single denominator.
To be continued tomorrow in the Composer section.

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