UNA TROTA DA MITO

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Passando in rassegna negli scorsi giorni il lascito di nastri, 78 giri e altro materiale audio d’epoca che un vecchio amico di famiglia recentemente scomparso mi ha passato, mi sono imbattuto in un nastro sicuramente derivato da un set di acetati che ripropone materiale che se confermato farà la gioia di moltissimi appassionati.
Si tratta di una registrazione privata datata settembre 1947 secondo l’etichetta originale, purtroppo parzialmente cancellata, che ci permette di udire un’esecuzione quasi completa del Quintetto di Schubert D667 La Trota (manca evidentemente parte del ritornello del primo movimento a poche battute dall’inizio) protagonisti il direttore d’orchestra Wilhlem Furtwängler al pianoforte, Yehudi Menuhin al violino e Tibor de Machula al violoncello. Gli altri due strumentisti mancano all’appello causa il danno all’etichetta originale, ma potrebbero essere le due prime parti dei Berliner Philharmoniker dell’epoca. La resa del suono è tutto sommato buona: lo stato di conservazione del nastro (già acquisito in digitale per sicurezza) è buono e anche gli acetati originali da cui è stato tratto il suono d’origine hanno un rumore di superficie più che accettabile. Il suono è un po’ saturo nei punti di picco, ma mai distorto a tutto vantaggio della riconoscibilità timbrica degli strumenti. In alcuni punti si può addirittura chiaramente avvertire il tipico respiro di Furtwängler (quale lo conosciamo da alcune registrazioni storiche ben note come il Fidelio di Beethoven con Flagstad a Salisburgo): un dettaglio che confermerebbe l’autenticità del reperto.
Trattandosi di un’esecuzione privata non tutti problemi tecnici delle singole parti sono risolti in maniera impeccabile, ma il respiro del fraseggio è qualcosa di inaudito in questa pagina schubertiana. L’approccio romanticamente scultoreo del pianista si fonde magnificamente con il travolgente fraseggiare del violoncellista mentre la ben nota umanità musicale del violinista svetta su tutti con la consueta iridescenza, creando una lettura tra le più emozionanti abbia fino a oggi potuto ascoltare. Certo la celebre registrazione dal vivo Barenboim/ Perlman/ Zukerman/ Du Pré/ Mehta resta ancora oggi inarrivabile per fantasia e coesione, ma questo sconosciuto documento sonoro possiede bagliori di fuoco esecutivo assolutamente inimitabili e travolgenti.

A TROUT COMING FROM MYTH

Passing through the legacy of tapes, 78 rpm records and other old audio material that an old family friend who died recently passed me, I came across a tape obviously derived from a set of acetates, which proposes something that will delight many fans if the content of the material will be confirmed.
This is a private recording dated September 1947 according to the original label, unfortunately partially cleared, allowing us to hear a performance almost complete of Schubert’s Quintet D667 The Trout (the ritornello of the first movement saddenly stop after few bars fromteh beginning) starring the conductor Wilhelm Furtwängler at the piano, Yehudi Menuhin at the violin and Tibor de Machula at the cello. The other two players are missing due to the damage to the original label, but may be the first two parts of the Berliner Philharmoniker at the time. The yield of the sound is good after all: the conservation status of the tape (already acquired in digital for safe) is good and also the original acetates from which it was derived the sound source has a surface noise more than acceptable. The sound is a bit saturated in the peak points, but never distorted to the advantage of recognizability timbre of the instruments. In some places you can even clearly feel the typical breathing of Furtwängler (as we know from some well-known historical records such as Beethoven’s Fidelio with Flagstad in Salzburg): a detail that confirms the authenticity of the recording.
Being privately run, not all technical problems of the individual parts are resolved in an impeccable way, but the breath of the phrasing is something unheard in this page of Schubert. The approach romantically sculptural of the pianist blends beautifully with the overwhelming phrasing of the well-known cellist and violinist music humanity stands on all the usual iridescence, creating a reading of the most exciting of all time. Of course the famous live recording with Barenboim / Perlman / Zukerman / Du Pré / Mehta still remains unattainable for fantasy and cohesion, but this unknown sound recording has flashes of fire executive absolutely inimitable and overwhelming.RC

2 risposte a “UNA TROTA DA MITO

  1. Vogliamo le prove!!!

  2. Sono molto colpito dalla’eccezionalità’ di questo fortunoso ritrovamento e mi chiedo fosse possibile possibile poterne ascoltare un estratto anche solo in MP3

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