INTRODUZIONE Ovvero: cerchiamo di capire di cosa parliamo.

Cominciamo con poche, ma essenziali, nozioni musicali che potranno tornarvi utili nelle vostre richieste di aiuto ai commessi: in questo modo eviterete di chiedere le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi (ciclo di quattro concerti per violino e orchestra tratti dal Cimento dell’armonia e dell’invenzione op.8) cantate da un soprano al posto dei Quattro ultimi canti di Richard Strauss (ciclo di quattro lieder per voce e orchestra) o altre simili amenità. Non che ciò sia grave, ma comunicare correttamente i vostri desideri vi aiuterà ad ottenere più facilmente quello che vi interessa.
Sotto la denominazione di comodo di musica “classica” si collocano circa un migliaio d’anni di creatività sonora documentata, ovvero scritta con segni ancora oggi correttamente interpretabili. Della musica di epoche precedenti (egizia, greca, latina che si voglia) si hanno re-invenzioni più o meno fantastiche che si basano talora su scritti di teoria musicale (in particolare per l’arte greca), talaltra (come per la musica egizia) unicamente su ipotetiche ricostruzioni di strumenti tratte dai geroglifici rinvenuti. In altre parole: se acquistate un disco di musica assiro-babilonese tenete presente che si tratta di una “bufala”, magari ben confezionata, ma pur sempre “bufala”.
Non lasciatevi neanche ingannare dai film! La colonna sonora di Ben Hur, per esempio, non è originale romana, ma composta dal celebre compositore ungherese Miklos Rosza che, come molti colleghi emigrati dall’Europa negli Stati Uniti (Korngold, Herrmann, etc.) per portare a casa le classiche “quattro paghe per il lesso”, si è dedicato al ben pagato lavoro di scrivere colonne sonore.
Si va quindi dalle forme più antiche di gregoriano ai vari aspetti della musica contemporanea passando attraverso varie fasi essenzialmente riconducibili agli stessi periodi della storia dell’arte figurativa e a quella sociale. I periodi sui quali ci concentreremo principalmente sono quelli che vanno dal rinascimento al tardo romanticismo lasciando gli estremi precedenti e successivi a un secondo momento quando, presa dimestichezza, ci si potrà lanciare in tutta tranquillità anche su repertori meno immediati nella loro fruibilità.

Rinascimento: ovvero la grande polifonia sacra e profana (Palestrina, Ockhegem, Gabrieli, de Victoria, etc.) e la musica per l’intrattenimento di corte incentrata su musica strumentale da ballo (o derivata) e monodia vocale accompagnata. Alla fine del periodo comincia a svilupparsi (con Monteverdi e altri autori italiani) il melodramma.

Barocco: compaiono le prime forme musicali strumentali “moderne”. Concerti, sinfonie (ancora molto lontane dall’accezione beethoveniana), suites strumentali (cioè insieme codificato di movimenti di danza preceduti da un preludio), oratori sacri e melodrammi profani. Gli autori di riferimento sono nomi generalmente noti come Bach, Vivaldi, Haendel, Corelli, Telemann, etc..

Classicismo: secondo alcuni dopo la grande fioritura dell’epoca barocca ci sarebbe una sorta di involuzione in uno stile galante e rococò. In realtà è proprio in questo periodo di transizione che si sviluppano le forme musicali che raggiungeranno la loro massima espressione nel periodo classico e romantico. La sonata strumentale e la sinfonia orchestrale cominciano a definire le proprie peculiarità (numero dei movimenti, loro disposizione e struttura interna), mentre altre forme come la suite cadono progressivamente in disuso (riappariranno agli albori del XX secolo come reazione al collasso formale del tardo-romanticismo). Autori? Dai numerosi figli di Bach, passando per Sammartini (il padre della sinfonia) si arriva alla triade immortale Haydn, Mozart, Beethoven. Il melodramma italiano domina incontrastato e tutti i compositori che abbracciano il genere si uniformano al suo stile.

Romanticismo: si cominciano a porre in discussione le forme codificate nell’epoca precedente e a forzarne i vincoli seguendo i grandi ideali di libertà ed espressione propri del primo romanticismo idealista. Interessanti le prime figure di compositori al tempo stesso concertisti di fama internazionale: Chopin e Liszt tra i pianisti, Vieuxtemps e Joachim tra i violinisti. Il melodramma (anche in Italia) va progressivamente perdendo la forte differenziazione tra recitativo (luogo in cui si svolge l’ambito drammatico dell’opera) e aria (luogo in cui si celebra la musica e l’abilità dei cantanti).

Tardo-romanticismo: ultimi bagliori dei grandi compositori di impianto classico (Brahms, Dvorak, Ciakovskij) contro i nuovi alfieri della totale libertà formale (Mahler, Suk, Richard Strauss). Nel melodramma si può individuare una simile dicotomia tra Verdi e Wagner, ossia il dramma che diventa musica contro la musica che vuole farsi dramma.

Da qui in avanti comincia il Novecento musicale con le sue avanguardie storiche, i compositori nazionali, le scuole (Viennese, di Darmstadt), i dodecafonisti, gli atonalisti, gli epigoni romantici e i neo-romantici attualmente molto di moda. Un guazzabuglio che, per ovvie ragioni temporali, non ha ancora raggiunto una completa definizione storica di cui “assaggeremo” qualcosa evitando incontri troppo “traumatici”.

INTRODUCTION
Where we try to understand what we are talking about.

Let’s start with a few, but essential musical knowledge that will be helpful in your requests for assistance to clerks: in this way you do not ask the Four Seasons by Antonio Vivaldi (series of four concerts for violin and orchestra drawn from the Cimento dell’armonia e dell’invenzione op.8) sung by a soprano instead of the Four last songs of Richard Strauss (cycle of four lieder for voice and orchestra) or other similar amenities. Not that this is bad, but to properly communicate your desires will help you to more easily obtain what you need.
Under the name of convenience of “classical” music lie about a thousand years of creative sound documented or, better said, written by signs still correctly interpreted. About the music of earlier periods (Egyptian, Greek, Latin, etc.) you have re-inventions, at times more or less fantastic, that are based on the writings of music theory (especially Greek art), sometimes (as in the Egyptian music ) only on hypothetical reconstructions of instruments taken from the hieroglyphics found. In other words, if you buy an Assyrian-Babylonian music disc keep in mind that it is a “hoax”, even well made, but still “hoax.”
Do not be fooled even by movies! The soundtrack of Ben Hur, for example, is not a genuine Roman, but composed by the famous Hungarian composer Miklos Rosza who, like many colleagues who emigrated from Europe to the United States (Korngold, Herrmann, etc..), To bring home the classic “four payroll for the boiled “, dedicated themselves to the high-paying job of writings soundtracks. soundtracks.
It is therefore the oldest forms of Gregorian various aspects of contemporary music, passing through various stages essentially attributable to the same periods in the history of figurative art and the social. The periods on which we will focus primarily are those ranging from the Renaissance to the late Romantic leaving the details before and after a second time when, taking familiar, you may also run quietly on inventories less immediate in their usability.

Renaissance: the period of the great sacred and secular polyphony (Palestrina, Ockhegem, Gabrieli, de Victoria, etc.), music for the entertainment of the court focused on instrumental music, dance (or derivative) and voice accompanied monody. At the end of the period begins to develop (with Monteverdi and other Italian authors) melodrama.

Baroque: new “modern” instrumental music forms appears. Concertos, symphonies (still far from Beethoven’s idea), instrumental suites (i.e. codified set of dance movements preceded by a prelude), sermons and melodramas profane. The authors of reference names are generally known as Bach, Vivaldi, Handel, Corelli, Telemann, etc.

Classicism: according to someone after the great flowering of the Baroque period there would be a kind of involution in a galant style and Rococo. In fact, it is in this period of transition that develop musical forms that reach their maximum expression in the classical and romantic. The instrumental sonata and the symphony orchestra begin to define their characteristics (number of movements, their arrangement and internal structure), while other forms such as the suite gradually fall into disuse (reappear at the dawn of the twentieth century as a reaction to the collapse of the late-formal romantic music). Authors? From the many sons of Bach, through Sammartini (the father of the symphony) you get to the immortal triad, Haydn, Mozart, Beethoven. Italian opera dominates and all the composers who embrace the genre conform to his style.

Romanticism: where composers begin to question forms encoded in the time before and forcing the constraints following the great ideals of freedom and expression of their first romantic idealism. Interesting figures of the first composers at the same time musicians of international fame: Chopin and Liszt among pianists, Vieuxtemps and Joachim among violinists. The melodrama (in Italy) is gradually losing the strong differentiation between recitative (where takes place the scope dramatic work) and air (the place where we celebrate the music and the skill of the singers).

Late-romanticism: afterglow of the great composers of classical structure (Brahms, Dvorak, Ciakovskij) against the new standard bearers of the total formal freedom (Mahler, Suk, Richard Strauss). In melodrama, you can find a similar dichotomy between Verdi and Wagner: the drama becoming music against music that wants to be drama.

From here on begins the twentieth century with its avant-garde music, composers national schools, new music’s schools (Vienna, Darmstadt), dodecafonism, atonalism, the epigones of romantic and the currently very fashionable neo-romantic . A hodgepodge that, for obvious reasons of time, has not yet reached a complete historical definition. We “will taste” something avoiding encounters that will became too “traumatic”.

RC

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