Archivi tag: casse acustiche

Ansia da diffusori? No, solo orrore e raccapriccio! (Parte II)/ Loudspeakers anxiety? No, only horror and revulsion! (Part II)

Avete misurato? Io personalmente per sentire davvero certe frequenze prodotte dal subwoofer bipolare Mirage mi devo spostare nel corridoio che collega la zona giorno a quella notte dell’appartamento!
Have you measured? To really “feel” certain frequencies produced by my bipolar subwoofer Mirage I have to move in the hallway that connects the living area of the apartment with the night one!

eminent technology
Un diffusore a “porta” (come lo chiamo io) Eminent Technology dell’amico Tonino.
A “door” (as I call it) Eminent Technology’s loudspeaker owned by my friend Tonino.

Comunque, proseguiamo la nostra trattazione parlando di diffusori da pavimento dalle caratteristiche tecniche assai peculiari. Le cosiddette casse dipolari siano esse elettromagnetiche o elettrostatiche sono oggetti completamente diversi: quello che guadagnano in spessore (sono generalmente piuttosto sottili), lo perdono completamente in altezza e larghezza. Inoltre, avendo la peculiarità di emettere suono non solo in avanti, ma nella stessa quantità anche dietro richiedono una disposizione nell’ambiente d’ascolto che lasci alle loro spalle molto spazio pena la il rinforzo innaturale o l’elisione di determinate frequenze causata dal suono di ritorno dopo il rimbalzo sul muro posteriore. Nonostante l’aspetto similare si tratta però di diffusori tecnologicamente diversi anche se il risultato sonoro in definitiva è piuttosto simile. Le elettromagnetiche sfruttano lo stesso principio fisico dei diffusori tradizionali a cono solo che invece di avere una serie di coni “accordati” per restituire la gamma completa delle frequenze, qui abbiamo una membrana che ha la dimensione di tutto il diffusore che viene messa in vibrazione da una serie di magneti disposti ad arte (per farla semplice!). Negli elettrostatici, invece, la membrana si trova tra due superfici caricate elettrostaticamente (questo implica la necessità di una presa di corrente con cui alimentarle: due cavi in più in giro per casa!).

quad_1
Vista anteriore di una Quad esl989 (elettrostatiche) proprietà di Schoeps!
Front view of one Quad esl989 (electrostatic) owned by Schoeps!

However, we continue our discussion talking about floorstanding speakers with very particular technical characteristics. The so-called dipolar speakers whether electromagnetic or electrostatic are completely different objects: what they earn in thickness (they are generally quite thin), they completely lose in height and width. In addition, having the distinction of producing sound not only forward, but also backward in the same amount they require an installement in the listening room that leaves a lot of space behind them to avoid innatural reinforcement or lacking of certain frequencies caused by the sound coming back after the bounce on the back wall. Although they look similar but these speakers are technologically different even if the resulting sound is ultimately quite similar. The electromagnetic exploiting the same physical principle of the traditional cone speaker, only that instead of having a series of cones “tuned” to return the full range of frequencies, here we have a membrane which has the dimension of the whole loudspeaker that is put into vibration by a series of magnets arranged artfully (to make it simple!). In electrostatics, however, the membrane is located between two electrostatically charged surfaces (this implies the need for an socket with which power them: two cables in more around the house!).

quad_2
Altra vista della stessa Quad esl989 di Schoeps.
Other sight of the Quad esl989.

I vantaggi di simili tecnologie sono facilmente intuibili: la membrana vibrante più estesa e sottile offre una maggiore prontezza di risposta nei transienti più rapidi, la dimensione e la disposizione degli strumenti nel palcoscenico sonoro (soprattutto se parliamo di musica da camera o jazz con voce) è assai prossima alla realtà della musica dal vivo. Non c’è necessità dei filtri di crossover perché la membrana copre l’intera gamma delle frequenze: il segnale originale è quindi meno modificato nel suo percorso fino al nostro orecchio. Bisogna anche segnalare che a parità di prestazioni queste tipologie di diffusori costano meno. La perfezione, però, non è di questo mondo e anche questi diffusori hanno dei “difetti” di gestione. Abbiamo già parlato della necessità di spazio perché suonino al meglio, ma dovete anche calcolare che questo genere di diffusori hanno un punto molto più definito nello spazio dove l’immagine sonora è ottimale (l’amico Bruno, fan Quad di lunga data, le utilizza quasi fossero una sorta di “cuffia” aperta) limitando la possibilità di ascolti collettivi. I diffusori elettromagnetici, inoltre, data la loro bassa efficienza necessitano di amplificazioni di alto livello qualitativo, esuberanti in potenza, emissione di corrente e ovviamente nel costo! D’altro canto gli elettrostatici si possono pilotare con più facilità, ma subiscono in maniera piuttosto significativa il tasso di umidità relativa dell’appartamento e, in generale gli sbalzi climatici. Inoltre se il vostro gusto del suono predilige un impatto piuttosto fisico (in particolare nelle frequenze gravi) l’emissione di questi oggetti potrebbe non soddisfare le vostre aspettative e l’aggiunta di un subwoofer per equilibrare la situazione richiederebbe: oltre a una spesa non indifferente anche un lavoro non facile di messa a punto del crossover, perché la nitidezza e la velocità di risposta di questi diffusori non è facilmente eguagliabile da un sistema tradizionale! Se la scelta è orientata in questo senso esiste un costruttore che ha risolto per voi il problema creando delle casse elettrostatiche già dotate di subwoofer nella base. Costano di più, ma vi evitano spesa e traffico!

The benefits of such technologies are obvious: the more extended and thin vibrating membrane provides greater responsiveness in faster transient, the size and arrangement of the instruments in the soundstage (especially when it comes to classical chamber music or jazz voice) is very close to the reality of live music. There is no need for crossover filters because the membrane covering the full range of frequencies: so the original signal is therefore less modified in its path up to our ears. It should also be noted that these types of loudspeakers are less expensive compared with traditional ones with the same performance. Perfection, however, is not of this world, and even these speakers have management “issues”. We have already spoken of the need for space to allow them to sound the best, but you also have to calculate that this kind of speakers have a much more defined point in space where the sound image is optimal (my friend Bruno, a long standing Quad fan, use them as if they were a sort of open “headphone”) limiting the possibility of collective listening. The electromagnetic speakers, moreover, given their low efficiency, require amplifications of high quality, exuberant in power, current emission and obviously in the cost! On the other hand, the electrostatic can be driven with more ease, but suffer quite significantly the relative humidity of the apartment and, in general climatic changes. Furthermore, if your taste of sound rather prefer a physical impact (particularly in the low frequencies) the sound emission of these objects may not meet your expectations, and the addition of a subwoofer to balance the situation demands: a considerable expense of money in addition, and a difficult work for setting the crossover point, because the sharpness and the speed of response of these speakers is not easily replicable by a traditional system! If the choice is oriented in this sense, there is a constructor that has solved the problem for you by creating electrostatic speakers already equipped with a subwoofer in the base. They cost more, but you avoid the waste of time!

AvantagardeFullhorn
Un diffusore a tromba Avantagarde.
A horn loading speaker Avantagarde.

Esisterebbero anche dei sistemi di riproduzione con caricamento a tromba. Si tratta di sistemi dall’efficienza strepitosa e quindi generalmente pilotabili con amplificazioni di poche decine di watt, ma le dimensioni di questi oggetti, le loro peculiarità nella riproduzione timbrica e il costo relativo ne fanno degli oggetti poco maneggevoli e un po’ inquietanti per comuni mortali come noi!
There are also loudspeakers with horn loading drivers. This are speakers with amazing efficiency and therefore generally drivable with amplifications of a few tens of watts. But the size of these objects, their peculiarities in tonal reproduction and their relative cost make them unwieldy and a little creepy for ordinary mortals like us!

IMG_6558
In camera da letto un sistema entry level perfetto: Lettore multi-formato Pioneer, amplificatore integrato Marantz PM 4001, diffusori Tannoy Mercury F1 Custom. Costo totale al di sotto degli 800 Euro! Nascosto sopra il lettore il DAC Audio Alchemy piccola concessione di lusso!
In my chamber room a perfect entry level Hifi chain: Player multi-formats Pioneer, Ampli Marantz PM 4001, speakers Tannoy Mercury F1 Custom. Amount of the expense less than 800 Euro! Hidden over the player a Audio Alchemy’s DAC, a little not necessary extra!

Giunti a questo punto dovreste essere in grado di scegliere dei diffusori che meglio si adattino alle vostre necessità! Per ulteriori domande, o chiarimenti la sezione commenti è sempre disponibile.
At this point you should be able to choose the speakers that better suited to your needs! For further questions or further clarification the comments section is always available.

RC

Ansia da diffusori? No, solo orrore e raccapriccio! (Parte I)/ Loudspeakers anxiety? No, only horror and revulsion! (Part I)

Ieri controllando le statistiche del blog tra i termini di ricerca che hanno guidato qualcuno al blog c’era la fatidica domanda: “diffusori diversi danno palcoscenici sonori differenti?”. La mia risposta serio-faceta potrebbe essere: “la risposta giusta è ….sì, ma non ho capito la domanda!”. Naturalmente parliamo di prodotti progettati e disegnati con una coscienza audiofila (qualsiasi sia la fascia di prezzo presa in considerazione), non di oggetti comprati in un grande magazzino a poco prezzo e magari designati a un uso ibrido musica e home theatre. Ogni coppia di diffusori in linea di principio ha delle prerogative di emissione che, soprattutto in fasce di prezzo entry level, sono il risultato di alcuni compromessi dovuti alla necessità di contenere i costi. I parametri da tenere presenti sono: coerenza timbrica, resa del dettaglio, controllo dei transienti nei salti di dinamica e precisione dell’immagine stereofonica. Il problema è che una volta trovati i diffusori che soddisfano il vostro gusto sonoro, dovrete comunque inserirli nel vostro ambiente d’ascolto mettendoli in condizione di dare il miglior risultato possibile (e qui torniamo ai blog precedenti dedicati alla disposizione dei diffusori nell’ambiente d’ascolto) e interfacciarli con la vostra catena di riproduzione sperando che il “matrimonio” sia riuscito! (Fare dei test di prova sarebbe auspicabile).

IMG_6510
Il mio impianto principale con i due monitor Tannoy appesi al muro e, accanto al mobile, il subwoofer attivo Mirage BPS100.
My first Hifi system with two Tannoy monitors hanging on the wall and, near the furniture, the active subwoofer Mirage BPS100.

Yesterday checking the statistics of the blog between the search terms that led someone to the blog there was the question: ” different speakers give different stages sound?”. My answer serio-humorous could be: “the answer is yes …. but I did not understand the question!” Of course we are talking about products that are designed with an audiophile conscience (whatever will be the price range considered), not cheap items bought in a general store and maybe designated for a hybrid use: music and home theater. Each pair of speakers in principle has its “personality”, especially in entry level price ranges, because some compromises are due to the need to contain costs. The parameters to be considered are: tonal coherence, detail rendition, control of fast dynamics transient and precision of the stereo image. The problem is that once you find a couple of speakers that meets your sound taste, however you should put them in your listening room in a position that allow the best possible result (and here we return to the previous blog devoted to the arrangement of the speakers in the listening room) and interface them with your Hifi chain hoping that the “marriage” is successful! (Make a few test trial would be desirable).

CC
L’impianto di CC con le due Linn Akurate disposte accanto al mobile.
CC’s Hifi sistem with two Linn Akurate beside the furniture.

Piuttosto oggi dedicherò qualche tempo per cominciare a chiarire le differenze tra i vari tipi di diffusori acustici. Cominciamo a individuare due generi di diffusori principali: i “monoliti” da pavimento e gli “scatolotti” da libreria. Come già evidenziato le ragioni dello spazio sono una discriminante di scelta tra queste due famiglie principali ma, e sottolineo ma, c’è anche una filosofia del suono diversa alla base della costruzione di questi due tipi di casse e preferenze diverse che possono portare alla scelta tra i diversi oggetti. Altrimenti non si spiegherebbe il costo di migliaia di euro di alcuni diffusori bookshelf. Generalizzando (molto!) possiamo dire che diffusori da pavimento hanno il vantaggio di riprodurre una gamma di frequenze più ampia (dai 20 Hz ai 54 kHz per i modelli dotati di supertweeter) e di offrire una esperienza sonora più fisica. Al contrario diffusori da stand avranno un vantaggio nel cesello del dettaglio e nell’incisività delle micro-dinamiche. Certo i bassi al di sotto dei 90 Hz sono a volte più un’idea che un fatto concreto! Dovete però anche calcolare che un’onda sonora di 20 Hz ha bisogno di 17 metri per formarsi compiutamente e quindi …quanto avete detto che è lunga la vostra stanza d’ascolto?

Continua…

Today I wish dedicate some time to clarify the differences between the various types of loudspeakers. We begin to identify two main kinds of speakers: the floostanding “monolith” and the bookshelf “shoesbox”. As already mentioned the reasons of space are a discriminating choice between these two principal families but, and I underline but, there is also a different sound philosophy behind the construction of these two types of loudspeakers and different preferences that can lead to the choice between this different objects. Otherwise it would be difficult to explain the cost of thousands of euro of some bookshelf speakers. Generalizing (very much, indeed!) we can say that floorstanding speakers have the advantage of playing a wider range of frequencies (from 20 Hz to 54 kHz for models with super-tweeter) and offer a more fisical sound experience. On the contrary stand speakers will have an advantage in the chisel of the detail and incisiveness of the micro-dynamics. Of course the bass below 90 Hz are sometimes more an idea than a concrete fact! But you must also calculate that a sound wave of 20 Hz needs 17 meters to form completely and then …how long is yours listening room?

To be continued…RC

Come scegliere un impianto Hifi (parte IV)./ How to choose a Hifi system (Part IV)

Il risultato di tre giorni di sproloquio è semplicemente questo:
entrare nel mondo dell’Hifi può non essere costoso in senso economico, ma sicuramente richiede una volontà, un impegno e una presa di coscienza. Quest’ultima riguarda la scoperta che c’è un altro suono, molto differente rispetto a quello cui ci stiamo abituando su formati a bassa qualità come iTune o mp3, magari riprodotti attraverso gli altoparlanti di telefonini come fanno molti ragazzini in giro per le strade! La volontà è quella di voler fare quel passo in più che segna la differenza tra subire la musica riprodotta e goderla pienamente, l’impegno è quello di dedicare il tempo necessario a trovare un “oggetto” che permetta di ascoltare la musica traendone il maggior piacere possibile.
D’altro canto pur comprendendo le ragioni di quegli appassionati capaci di spendere migliaia di euro per un cavo o per una presa di corrente multipla non mi sento di condividerne l’impegno (soprattutto economico). Ognuno segna il confine dove vuole! L’importante è farlo con un minimo di coscienza.
The result of three days of rant is simply this:
entering the world of Hifi can not be costly in an economic sense, but it certainly requires a willingness, commitment and awareness. The latter concerns the discovery that there is another sound, very different from that which we are accustomed through low-quality formats such as MP3 or iTune, maybe played by the speakers of a cell phone as many kids around the streets do! The willingness is about to want to do that extra step that marks the difference between undergo the music played and fully enjoy it, the commitment is about “wasting” the time needed to find an “object” that allows you to listen to music drawing from this the greatest pleasure possible.
On the other hand while I understand the reasons for those fans who can spend thousands of Euros for a cable or a multiple socket adapter, I would not share the commitment (especially economic). Each one should marks the border where he wants! The important thing is to do it with a minimum of consciousness.

IMG_6510
Il mio impianto stamattina mentre suona il Secondo di Rachmaninov Janis/ Dorati su Lp Mercury. Non guardate il disordine domani metto a posto!
In my house this morning while playing Janis/ Dorati Rachmaninov’s Second on Mercury Lp. Do not look at the mess I put in place tomorrow!

Giunto a questo punto qualche buon consiglio d’ascolto per l’eventualità in cui decidiate di partire alla caccia di un impianto stereo.
Dovendo scegliere tra un negozio specializzato e una grande catena, optate per il primo anche se entrare in un sancta sanctorum per iniziati è meno confortevole.
Partite con un budget ben chiaro in mente e non comunicatelo alla persona che si dedicherà a voi, ma obbligatelo a “giocare” con una somma inferiore, tanto sarà lui a cercare di spingervi un po’ più verso l’alto (è il suo lavoro!).
Portatevi dietro delle registrazioni che ben conoscete e che rappresentano il vostro repertorio d’ascolto d’elezione.
In fase d’ascolto quasi tutti i venditori terranno un livello di volume medio-alto cercando di impressionarvi con l’impatto fisico (senta che bassi e che potenza!). Durante questa fase cercate di capire se i bassi oltre a essere “tanti” sono anche solidi e compatti come un basamento di calcestruzzo.. le basi della vostra casa sonora devono essere solide! Per un po’ lasciatelo fare, ma poi obbligatelo ad abbassare il volume a livelli che potrete usare in un condominio senza disturbare la quiete dei vicini. Mentre abbassa il volume fate attenzione che l’ampiezza dell’immagine sonora ricostruita dalle casse non collassi su se stessa, non ci sia perdita di definizione timbrica (gli strumenti devono restare riconoscibili) e i dettagli minimi (le voci interne della partitura) siano sempre presenti. Tutto ciò che dovreste perdere con l’abbassamento del volume è solo l’impatto fisico! Tutto il resto dovrebbe restare sostanzialmente uguale. Più basso è il livello di volume cui riuscite ad arrivare senza perdere qualità del suono meglio sarà per voi e per i vostri vicini. E’ la filosofia, che mi sento di sposare, degli impianti Hifi esoterici giapponesi (che niente hanno a che vedere con i prodotti di largo consumo) concepiti per dare il massimo della resa a bassissimo volume nelle piccole abitazioni nipponiche.
Reached this point the last thing I can do is give some good listening advice for the event that you decide to go on the hunt for a stereo system.
Given the choice between a specialist shop and a great selling chain, choose for the first even if you feel less comfortable entering a sancta sanctorum for initiated.
Start with a clear budget in mind and do not disclose them to the person who will dedicate to you, but force him to “play” with a lower sum, cause I’m sure he’ll try to push you a little ‘more up (it’s his job!).
Carry from home some recordings that you know well and represent your listening repertoire.
Currently almost all sellers will hold a medium-high listening volume level trying to impress you with the physical impact (can you feel the low frequencies and the power!). During this phase, try to understand if the low frequencies as well as being “many” are also solid and compact like a reinforced concrete .. the foundation of your sound castle must be solid! For a while, let the sellers do his job, but then force him to lower the volume to levels that you can use in a condo without disturbing the peace of neighbors. While lowering the volume beware that: the amplitude of the sound image reconstructed from the speakers does not collapse in on itself, there is no loss of tone definition (instruments must remain recognizable) and detail (the internal voices of the score) remain always present. All you should lose by lowering the volume is only the physical impact! Everything else should remain substantially the same. The lower the volume level you can manage without losing sound quality will be better for you and your neighbors. This is the philosophy, that I would marry, used in esoteric Japanese Hifi sistem (who have nothing to do with consumer products) designed to give maximum performance at very low volume in the tiny Japanese houses.

Con queste premesse a mente potrete iniziare la vostra scalata all’Alta Fedeltà con un sistema flessibile che vi permetterà di volta in volta di migliorare i singoli elementi. In dieci anni, per esempio, ho sostituito senza svenarmi economicamente tre amplificatori finali, quattro coppie di casse e due convertitori DAC ottenendo sempre un miglioramento di prestazioni. In compenso i lettori sono sostanzialmente ancora quelli originali!
It’s time, with this background in mind you can start your climb to the High Fidelity with a flexible system that will allow you from time to time to improve the individual elements. In ten years, for example, I replaced without kill myself with the cost three final amplifiers, four pairs of speakers and two DACs always obtaining a performance improvement. In return, the readers are essentially still the original ones!

RC

Come scegliere un impianto Hifi (parte II)./ How to choose a Hifi system (Part II)

La notte ha portato consiglio? Avete preso coscienza: a) dello spazio a vostra disposizione; b) delle vostre preferenze musicali? Cominciamo da queste ultime per delineare meglio le vostre necessità.
Are you wiser after the night? Have you become aware about: a) the space at your disposal, b) your musical preferences? Let’s start with the latter to better outline your needs.

Se amate particolarmente generi come la musica classica da camera (strumentale e/ o vocale), il jazz o il “pop” la vostra priorità sarà di assemblare un sistema che abbia come tratti salienti la capacità di riprodurre al meglio le micro-dinamiche e possegga una timbrica calda e avvolgente uniforme in tutta la gamma delle frequenze.
Especially those who love genres such as classical chamber music (instrumental and / or vocal), jazz or “pop” your priority will be to assemble a system that has, as main features, the ability to play at the best micro-dynamics and possesses a warm, enveloping timbre uniform throughout the frequency range.

Se per contro amate il rock nelle sue forme più metal o hard, quello di cui avrete bisogno è un sistema che possa sostenere senza cedimenti lunghi passaggi a forte intensità sonora senza flessioni di potenza. Attenzione spesso gli appassionati di questo genere tendono a prediligere sistemi con una certa enfasi nel registro grave: è però un errore, l’eccesso di bassi porterà a “oscurare” la gamma superiore delle frequenze. Sarebbe meglio puntare su un registro medio particolarmente solido e performante che possa fungere da ponte tra i bassi della batteria e gli acuti delle chitarre elettriche.
If, on the other hand, your love is rock in its metal or hard expressions, what you need is a system that can withstand without yielding long passages of intensive sound. Warning: fans of this genre often tend to prefer systems with an emphasis in the low register: it is a mistake, however, the excess of bass frequencies will lead to “obscure” the upper range of frequencies. It would be better to focus on a particularly solid middle register that can serve as a bridge between the bass of the battery and the treble of the electric guitars.

Per gli amanti del grande repertorio sinfonico la scelta dovrebbe cadere su un impianto capace di sostenere con facilità grandi escursioni dinamiche e una gamma di frequenze particolarmente ampia. Di notevole importanza sarà anche la ricostruzione di un palcoscenico sonoro preciso e dettagliato che mantenga le proprie caratteristiche di trasparenza anche nei passaggi più densi e complessi.
For lovers of the great symphonic repertoire the choice should fall on a sistem capable of supporting large dynamic range with ease and a particularly wide range of frequencies. Of particular importance will be the reconstruction of a precise and detailed soundstage that maintains its characteristics of transparency even in the most complex and dense passages.

Sento già le proteste di coloro che dicono che un buon impianto riproduce tutta la musica indistintamente! E’ vero, soprattutto se la quantità di denaro impegnata comincia a farsi consistente e si possono operare scelte a prescindere da un budget di spesa. Inoltre come ho già evidenziato nel post dedicato al palcoscenico sonoro i compromessi sono quasi sempre necessari per fruitori normali in possesso di abitazioni che non possono dedicare una stanza alla sola riproduzione audio/ video.
I can already hear the protests of those who say that a good system will play all the music… alike! It ‘s true, especially if the amount of money involved is consistent and you can make choices apart from a budget. Furthermore, as I have already pointed out in the post dedicated to the soundstage compromises are almost always necessary for normal users in possession of homes that can not dedicate a room solely to the audio / video playback.

Diamo qualche numero?
A jazzisti e cameristi consiglierei un sistema che accoppi un amplificatore di potenza tra i 40 e gli 80 Watt (su 8 Ohm) a casse dalla sensibilità particolarmente elevata oltre i 90db. Se poi scegliete casse dall’impedenza di soli 4 Ohm vi guadagnate gratuitamente un po’ di potenza in più dal vostro amplificatore. L’ideale sarebbe un bel finale a valvole, ma ci sono pro e contro che conto di analizzare per voi domani!
Let’s have some numbers?
For jazz and chamber lover I would recommend a system that mate a power amplifier between 40 and 80 watts (into 8 ohms) to high sensitivity speakers from more than 90db. If you choose speakers with an impedance of only 4 Ohm you earn a free bit ‘more power from your amplifier. The ideal would be a nice tube amp, but there are pros and cons to analyze which I’ll do for you tomorrow!

Per rockisti duri e puri la scelta è opposta. Bisogna puntare su un amplificatore di buona potenza (150 – 200 Watt su 8 Ohm), da accoppiare con casse più consistenti dal punto di vista della sensibilità (tra gli 80 e i 90 db), ponendo molta attenzione alla resa timbrica della gamma acuta di queste ultime quando messe sotto pressione da volumi elevati di suono.
For hard-core rock fan the choice is quite the opposite. We need to focus on a good power amplifier (150 – 200 watts into 8 ohms), to be coupled with speakers less easy from the point of view of sensitivity (between 80 and 90 db), paying attention to the timbre of the treble when put under pressure from high volumes of sound.

Per fanatici del… non mi diverto se non ci sono almeno 100 musicisti a suonare in registrazione
le opzioni di scelta dovrebbero orientarsi sulla sinergia tra un amplificatore capace di erogare con eleganza tra gli 80 e i 150 Watt e casse che oltre a una sensibilità tra gli 85 e i 90 db, offrano un gamma di frequenze tra i 20 Hz e i 24.000 Hz. Come potete immaginare quest’ultimo dato è difficilmente reperibile in monitor da scaffale e richiederebbe quindi due bei diffusori da pavimento… con tutte le controindicazioni ambientali del caso!
For fanatics that think… I do not enjoy music if there are at least 100 musicians playing in the recording: selection options should be directed on the synergy between an amplifier capable of delivering with elegance between 80 and 150 watts and speakers with a sensitivity between 85 and 90 db, offering a range of frequencies between 20 Hz and 24,000 Hz As you can imagine the latter numbers are difficult to find in a shelf monitor, and would require two beautiful floor standing speakers … with all arguable environmental contraindications!

Tutto questo è naturalmente assai generico e relativo. Il mio impianto, a esempio, è particolarmente votato alla riproduzione di musica da camera e jazz (quest’ultima quasi unicamente in vinile) ed è il risultato della sinergia tra un finale di potenza a stato solido da 150 Watt per canale con due monitor inglesi da 86db di sensibilità. In questo caso la minor resa degli altoparlanti viene compensata dalla maggior potenza espressa dal finale (un amplificatore Perreaux dual mono mosfet anni ’80).
All this is of course very general and relative. My system, for example, is particularly devoted to playing chamber music and jazz (the latter almost exclusively on vinyl) and is the result of the synergy between a solid-state power amplifier 150 watts per channel with two English monitors by 86db sensitivity. In this case the lower yield from the speakers is offset by the greater power expressed by the final (a Perreaux dual mono mosfet amplifier from the 80s).

Domani qualche pro e contro alle diverse tipologie di sistemi audio e qualche buon consiglio generale per rispamiare denaro.
Tomorrow some pros and cons to different types of audio systems and some good general advice in order to conserve money.

RC